Italia
Consigliera incinta salva un anziano colpito da infarto a una cerimonia: «Sapevo cosa fare»
Il racconto della 33enne: «L’ho visto cadere e sono corsa a fargli un massaggio cardiaco». Fondamentale il defibrillatore
SAN LEONARDO. Lo ha visto alzarsi e camminare con fatica, forse cercare un po’d’aria all’aperto.
Poi il gesto della mano sul petto ha anticipato una caduta da cui avrebbe potuto non rialzarsi più. Il pensionato colpito da infarto alla palestra di San Leonardo in Treponzio da lunedì pomeriggio sa di avere degli angeli custodi.
Si sono materializzati al momento di un malore che avrebbe potuto uccidere l’anziano, poco meno di 80 anni, residente nel Compitese.
La sceneggiatura scritta dal destino ha ambientato il finale con salvataggio e trasferimento in terapia intensiva al San Luca.
Malore in diretta
La prima ad accorgersi della gravità della situazione è stata Claudia Berti, 33enne consigliera comunale, capogruppo di + Capannori, iscritta al Pd.
È stata lei, al quinto mese di gravidanza, a correre verso il pensionato e a praticargli i primi massaggi cardiaci che con il senno di poi si sono dimostrati provvidenziali.
La sequenza da incorniciare nei ricordi per l’anziano si è sviluppata nei secondi successivi con la presenza nella palestra di tre infermieri e un medico. Ma, soprattutto, la disponibilità del defibrillatore nella struttura si è rivelata salvifica.
«Ho visto la scena»
L’esponente politica rappresentava il Comune all’iniziativa sulla pace a chiusura del corteo che dall’ex circoscrizione aveva il suo momento finale nell’impianto della scuola media.
«Ero a una certa distanza, ma di fronte in linea d’aria a questo signore che era dall’altra parte della palestra – spiega Berti, impiegata alla diocesi di Lucca – . Ho assistito alla scena fin dal primo istante. Quando lui è caduto sui gradini degli spalti ho iniziato a correre perché avevo capito che non era inciampato, ma era qualcosa di grave. Diciamo che essere incinta di 5 mesi non mi ha aiutato come agilità, ma sono arrivata a soccorrerlo. Aveva battuto il volto a terra e sanguinava. Gli ho sbottonato la camicia iniziando a praticargli un massaggio cardiaco. Sono laureata in Scienze infermieristiche a Pisa e so come si fa, anche se non ho mai fatto l’infermiera».
Defibrillatore vitale
Nei secondi in cui il pendolo dell’esistenza oscillava tra la vita e la morte, il pensionato ha ricevuto un soccorso immediato e fondamentale per consentire al cuore di battere per il tempo necessario all’arrivo dei professionisti della sanità.
Nella palestra c’erano anche tre infermieri e un medico in pensione, il dottor Pierallini, che hanno chiesto se c’era un defibrillatore.
Il gestore lo ha portato in pochi secondi e l’utilizzo dell’apparecchio ha permesso all’anziano di riprendere qualcosa che somigliava a una respirazione affannosa: aveva quasi perso conoscenza, era a un passo dal decesso.
«Quel povero uomo rantolava – ricorda Berti – nel giro di poco sono arrivati l’ambulanza della Misericordia di Massa Macinaia e San Giusto e l’automedica del 118. Dopo averlo portato sulla lettiga, il medico lo ha detto chiaramente: senza il defibrillatore non ce l’avrebbe fatta». Un parente ha cercato e ringraziato la consigliera comunale per l’intervento tempestivo che ha dato il via alla catena di soccorsi a lieto fine.
«Dae indispensabile»
«Mi sono solo accorta subito della gravità della situazione e ho fatto i massaggi cardiaci – si schermisce Berti – . Meno male c’erano il medico e gli infermieri, Daniele e la moglie Giulia, e Benedetta che lavora al pronto soccorso. Ma soprattutto questo episodio ci insegna quanto sia importante la dotazione nei luoghi pubblici del defibrillatore, il Dae. E anche avere un minimo di cognizioni di primo soccorso può salvare una vita».
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