Il presidio
Lucca, il racconto della liberazione della città al Museo della linea gotica
Testimone di quei giorni l’ultranovantenne imprenditore Lamberto Mennucci
LUCCA.Un video documentario con la testimonianza di Lamberto Mennucci, 93 anni, il più longevo degli eredi del fondatore del grande pastificio lucchese, sulla liberazione di Lucca da parte degli alleati e in particolare della divisione americana Buffalo fa da cornice al programma del museo della linea gotica a S. Giusto di Brancoli. Mennucci, premiato con una targa dal presidente Simone Micheli nel corso di una cerimonia al museo a cui hanno partecipato il sindaco Mario Pardini e il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Arturo Sessa. Mennucci ha ricordato con dovizia di particolari quei tragici eventi. Dal padre fondatore della grande azienda del Morianese _ che aveva sotterrato decine e decine di quintali di pasta con cui sfamava la sua numerosa famiglia (13 persone a carico) e anche gli abitanti del Morianese e coloro che ne avevano bisogno _ sino all’arrivo dei militari statunitensi, tutti di colore, che dispensavano cioccolata, marmellata e caramelle ai bambini e agli adulti: «Non sapevamo nemmeno che esistessero quelle leccornie. _ dice Mennucci _ Erano momenti difficili: i tedeschi erano arroccati in una chiesetta che poi venne bombardata. Noi eravamo dei ragazzetti che giocavano nei campi con il rischio di venire a contatto con proiettili di mortai inesplosi. Il Morianese e la Brancoleria erano comunità unite». L’appuntamento odierno vedrà la presenza di rievocatori storici e sarà aperto ad amici e conoscenti di Ivan J. Houston, il soldato della Buffalo che ha contribuito alla liberazione della città, e alle persone che non l'hanno conosciuto, ma vorranno approfondire la sua storia. Il figlio Ivan Abbott e la figlia Pam Houston hanno donato al museo nuovo materiale del padre . La loro volontà è quella di far conoscere la sua storia personale, ma anche quella di tutti i soldati della Buffalo che hanno preso parte alla campagna d’Italia e hanno contribuito alla liberazione di molte zone della Lucchesia. Una pianta di ulivo che verrà portata al museo in segno di pace. l
L.T.
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