Lucca, cardiologia pediatrica alla ribalta per lo studio di una malattia rara
Si tratta della sindrome di Kawasaky che colpisce bimbi da 3 mesi a 5 anni
LUCCA. La Cardiologia del San Luca ancora alla ribalta a livello internazionale. Stavolta al proscenio sale la Cardiologia pediatrica dell’ospedale di Lucca che ha appena pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale “Exploration of Cardiology” un importante lavoro scientifico. «La costante presenza della Cardiologia di Lucca su riviste internazionali - afferma Francesco Bovenzi, direttore della Cardiologia del San Luca – è un motivo di orgoglio anche per l’azienda. Si tratta di una conferma del livello di eccellenza raggiunto dal nostro reparto. Siamo molto contenti per questo nostro ulteriore traguardo scientifico collaborativo nel settore dell’assistenza pediatrica che ci vede da decenni protagonisti come riferimento aziendale nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie cardiovascolari congenite e acquisite con esordio fetale, nell’età pediatrica e nell’adolescenza».
La Sindrome di Kawasaky
Lo studio sulla malattia infiammatoria (arterite) su base infettiva che colpisce le coronarie dei bambini, più spesso nella fascia di età compresa tra tre mesi e cinque anni e più frequente nei maschi rispetto alle femmine, e nel 25% dei casi determina un danno della parete delle coronarie che, nei casi più gravi, porta una dilatazione dei lumi coronarici fino alla formazione di aneurismi. Per questo la Sindrome di Kawasaky è la causa più importante e frequente di infarto miocardico del bambino. Lo studio è stato eseguito dal dottor Andrea Azzarelli, responsabile del servizio di cardiologia pediatrica ed esperto con alta specialità dedicata, competenza e notevole esperienza. Ed è stata di fondamentale importanza la collaborazione della direttrice di pediatria dell’ospedale San Luca, Angelina Vaccaro. «Al San Luca – dice Azzarelli – garantiamo tutte le funzioni di base della cardiologia pediatrica e tra queste lo studio di cardiopatie complesse come la Sindrome di Kawasaky. La diagnosi clinica è difficile perché il quadro è spesso molto eterogeneo. L'ecocardiografia in questi casi è un esame fondamentale, non invasivo e ripetibile, che ci fornisce utili elementi per la diagnosi. Il nostro studio propone un nuovo approccio ecocardiografico. Siamo i primi a dimostrare e divulgare questo studio fondamentale nella diagnosi precoce e nel monitoraggio della terapia».
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