Italia
Lucca, stabili i prezzi delle abitazioni. Il “caro mutui” frena il settore
Catelli: «Il mercato non è fermo, Lucca ha un suo appeal»
LUCCA. Case, a inizio 2023 i prezzi restano stabili. Cerchiamo di capire perché. Quello del mercato immobiliare è un settore che solitamente mostra un andamento ciclico. Dopo l’aumento dei valori registrato nei primi anni 2.000 e il crollo verificatosi a partire dal 2010 a seguito della crisi economica, in molti pensavano che la fase post-pandemica potesse segnare il momento del recupero. Il numero record di transazioni registrato nel biennio 2021-22 sembrava confermare questa previsione. E invece è arrivata l’inflazione a metterci lo zampino: di conseguenza le banche centrali hanno avviato una politica monetaria restrittiva la cui conseguenza principale è stata l’aumento dei tassi sui mutui che hanno frenato le compravendite e di conseguenza anche la possibile risalita dei prezzi del mattone. È tutta qui la spiegazione della stabilità nei prezzi delle case compravendute nel Comune di Lucca nel primo semestre del 2023, registrata dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate.
Comprare casa in centro o in periferia costa esattamente come alla fine del 2022, non ci sono state variazioni significative. Per la precisione, per un appartamento di 100 metri quadri in piazza Napoleone, la parte di pregio del centro, servono da 215mila a 310mila euro. Tredici anni fa, nel 2010, per lo stesso appartamento ci voleva assai di più: da 360mila a 460 mila euro. I prezzi si sono drasticamente ridotti a seguito della crisi innescata dai mutui subprime partita nel 2008. Il Covid sembrava aver fatto toccare il fondo al mercato, che nel biennio successivo è ripartito con un boom di compravendite (1.313 solo nel secondo trimestre 2022, record del decennio). Eppure a inizio 2023 il rimbalzo si era già esaurito. Colpa dei mutui (il tasso fisso ora è sopra il 4%), ma il mercato – al di là di quello che si potrebbe pensare – non si è del tutto fermato. «Sì, è vero c’è stata una flessione – spiega Marco Catelli, titolare dell’omonima agenzia immobiliare e di Studio Affitti – ma a settembre abbiamo già visto una ripresa e in generale non si può certo dire che il mercato sia stantio. Non dobbiamo guardare agli affari registrati nel ’21-22, per certi versi irripetibili, ma siamo ancora sopra i livelli pre-pandemici. In più Lucca continua ad avere un discreto appeal ed è al centro di una fase di espansione turistica che le offre grande visibilità nei confronti di visitatori stranieri e del nord Italia. Firenze è inarrivabile, ma con Siena e Pisa ce la giochiamo: rispetto alla prima ha una posizione logistica migliore, mentre la città della torre non ha così tante zone che possono offrire la stessa gradevolezza. Di conseguenza, ci sono molte persone, stranieri ma anche italiani del nord, che acquistano seconde case da noi. In centro storico, in primis, ma anche in collina. La prima periferia, invece, è molto ricercata dalle giovani coppie in cerca di una prima casa: spendendo meno riescono comunque a rimanere vicino ai principali servizi».
Sull’effetto mutui su prezzi e compravendite, Catelli ha una sua opinione: «Certo, sono aumentati molto rispetto a due anni fa e il parlarne di continuo amplifica questa percezione. Ma già si vocifera di uno stop ai rincari. Io non sono pessimista, di certo il mercato continua a mostrare un certo fermento. Il mancato aumento dei prezzi è anche dovuto al fatto che ormai non si costruisce niente di nuovo e per forza di cose sul “vecchio” i valori non possono salire più di tanto».
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