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Lucca, il paziente è affetto da Alzheimer. A pagare la retta sarà l’Asl Toscana

di Luca Tronchetti
Lucca, il paziente è affetto da Alzheimer. A pagare la retta sarà l’Asl Toscana

Fa discutere la sentenza del giudice del lavoro del tribunale

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LUCCA. Un malato di Alzheimer, ma anche una persona affetta da demenza senile, non deve versare alcuna retta per il ricovero nelle residenze sanitarie assistite e strutture convenzionate con l’Asl. Un principio stabilito dalla Cassazione, riaffermato di recente da una sentenza del tribunale di Grosseto e ribadito l’altro giorno dalla sezione lavoro del tribunale di Lucca dal giudice Alfredina Manfredini che ha accolto la tesi del legale dei figli di un pensionato lucchese di 83 anni residente a San Donato deceduto nel 2020 che dal 14 settembre 2017 sino al 18 ottobre 2018 aveva stipulato un contratto con la residenza sanitaria assistenziale Villa Lory a Comano.

L’avvocato Giovanni Franchi, rappresentante dell’associazione Konsumer e legale dei figli del pensionato affetto da morbo di Alzheimer, con atto di citazione il 20 febbraio 2020 aveva chiesto di dichiarare che nulla era da dovuto ai suoi assistiti e, per l’effetto, di condannare in solido fra la Rsa, la Regione Toscana per lei, l’azienda Usl di Toscana Nord Ovest e il Comune di Lucca alla restituzione in favore degli eredi del degente deceduto della somma complessiva di 24mila 830 euro. Il motivo? Si trattava di un onere a carico del servizio sanitario nazionale, attesa la stretta correlazione tra le prestazioni sanitarie e assistenziali tali da determinare la competenza del servizio sanitario non potendo scindersi nel caso le prestazioni di carattere sanitario da quelle assistenziali in quanto queste si configurano come “prestazioni socio-sanitarie a elevata integrazione sanitaria”.

Consulenza tecnica

Nel corso del giudizio è stato nominato come consulente tecnico, la dottoressa Ilaria Marradi, che nella sua accurata relazione peritale depositata in tribunale aveva accertato che il paziente necessitava di prestazioni socio sanitarie ad elevata integrazione sanitaria. Prestazioni che, sempre stando al Ctu, erano state erogate dalla residenza sanitaria assistenziale e dai suoi medici e infermieri.

La sentenza

Il giudice del lavoro, con sentenza di cinque giorni fa, ha dichiarato che il paziente malato di Alzheimer non avrebbe dovuto versare alcuna retta per il suo ricovero nella residenza sanitaria assistenziale villa Lory per essere la retta a carico del servizio sanitario regionale o comunque dell’azienda USL Toscana Nord Ovest.

É stata quindi dichiarata la nullità dell’impegno assunto dal pensionato deceduto di provvedere al pagamento della retta di ricovero perché contrario a norme imperative o privo di causa e conseguentemente condannato Villa Lory, la Regione Toscana e per lei l’Azienda Usl Toscana Nord, in persona dei loro legali rappresentanti, in via solidale e per quanto di rispettiva competenza, alla restituzione in favore dei figli di 24.830 oltre interessi ammontanti a oltre settemila euro.

Parla l’avvocato

«Una sentenza importantissima – dice l’avvocato Giovanni Franchi legale di Konsumer – che ribadisce come per i malati di Alzheimer o demenza nulla può essere chiesto al paziente, come ai figli, anche quando gli stessi si siano impegnati. Il giudice si è uniformato alla costanze giurisprudenza in materia».


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