Il presidio
Il papà-volontario che ha salvato il bambino in piscina a Tirrenia: «Pochi secondi e poteva essere una tragedia»
Alessandro Coco, di Altopascio, si trovava al Sunlight Park insieme a moglie e figli quando il piccolo ha rischiato di annegare: «La velocità d’intervento è stata fondamentale»
LUCCA. I bivi della vita vengono spesso risolti con una combinazione di sangue freddo e prontezza. Quelli che mercoledì scorso hanno permesso, grazie al tempestivo intervento di quattro bagnanti, di salvare la vita a un bambino di 10 anni che stava rischiando di annegare in una piscina all’interno del Sunlight Park di Tirrenia. Il bagnino della piscina Laguna (profondità massima 1,25 metri), due medici che si trovavano lì per trascorrere una giornata all’insegna del relax e un volontario della Croce Verde di Porcari, Alessandro Coco, sono stati i protagonisti di questa storia vicinissima a diventare una tragedia ma fortunatamente terminata con un lieto fine.
Tutto inizia alle 14.15 quando una donna si accorge, dal bordo della piscina, che un bambino è finito sott’acqua davanti al resto della famiglia di turisti coreani composta da padre, madre e due fratelli. «Intuendo la delicatezza della situazione, la ragazza si è tuffata subito in acqua per salvare il bambino, che stava galleggiando con il corpo riverso in piscina – racconta Alessandro Coco, presente nel parco acquatico con moglie e figli –. In quel momento, nonostante l'alta temperatura, l'atmosfera si era di fatto gelata. Grazie a Dio era presente un turista straniero, qualificatosi come paramedico, che assieme alla donna ha praticato le prime manovre salvavita. Sono state decisive per la salvezza del ragazzino. Contemporaneamente ho chiamato il 112, dato l'allarme richiedendo l'intervento immediato di due ambulanze».
Una rianimazione che in pochi istanti ha permesso al ragazzino di recuperare le funzioni vitali e di riprendersi dopo il torpore quasi da perdita di conoscenza.
«Nel giro di pochi sono arrivati i soccorritori del 118 – prosegue Coco, residente nella frazione altopascese di Badia di Pozzeveri –. Dopo averlo stabilizzato sono corsi via per trasportarlo fino al Centro Coni dove poi è atterrato l'elisoccorso che l'ha trasferito al Meyer di Firenze. La velocità di intervento è stata fondamentale per salvare la vita al bambino. L'avessimo soccorso anche solo una manciata di secondi più tardi, avrebbe potuto subire conseguenze serie. Sono stati dei momenti veramente angoscianti. Da padre di famiglia e da volontario alla Croce Verde – conclude Coco – posso comprendere benissimo il terrore vissuto dalla famiglia del ragazzino. È l'ennesima dimostrazione di come conoscere le tecniche di primo soccorso possa salvare vite umane».
«Sono stati minuti di angoscia – dicono dal Sunlight Park – . Oltre al nostro bagnino anche altre persone sono intervenute dopo l’annuncio al microfono dell’emergenza in piscina. Non conosciamo la famiglia del piccolo».
La velocità di intervento si era rivelata determinante anche a metà giugno quando un 14enne che dopo un tuffo in vasca non era più riemerso. Dopo averlo ripescato dal fondale, i soccorritori del Sunlight gli avevano praticato un massaggio cardiaco e, dopo aver ripreso conoscenza, lo aveva affidato al personale dell’ambulanza. Con quella di ieri è la seconda storia a lieto fine ambientata al parco acquatico.
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