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Commercio

Due famiglie e un grande successo: gli “Orti” festeggiano i primi 35 anni

di Gregorio Andreini
Da sinistra: Silvia Pacini, Paolo Barbieri e Samuele Cosentino (Foto Sernacchioli)
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Da sinistra: Silvia Pacini, Paolo Barbieri e Samuele Cosentino (Foto Sernacchioli)

Il ristorante di via Elisa fu aperto nel 1988 da Franco Barbieri con i due figli

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LUCCA. Trentacinquesimo compleanno degli Orti di via Elisa. Il noto ristorante pizzeria oggi è gestito da Samuele Cosentino, classe 1971 e da sua moglie Silvia Pacini.

Quest’ultima è il trait d'union con il ceppo storico d'origine degli Orti: le famiglie di ristoratori lucchesi Barbieri e Pacini. Silvia è infatti figlia di Giuliano, lo storico patron della Buca di Sant'Antonio.

«Gli Orti di via Elisa – rivela Cosentino – nasce per un’intuizione geniale dell’indimenticabile Franco Barbieri che con i figli Paolo e Paola decide di aprire nel 1988 l'attività. Un locale nuovo per Lucca, che racchiudeva al suo interno, vari tipi di ristorazione: una pizzeria con forno a legna, una ristorazione classica, una bisteccheria ed un buffet self service. Certamente un unicum per la città, almeno in quel periodo. Ideale per gli amanti della cucina tradizionale così come per il turista che volesse assaggiare le rovelline o il farro ma anche per la famiglia lucchese con bambini alla ricerca di un luogo informale dove poter trovare l’accoglienza e la qualità di un buon ristorante. Un tipo di soluzione quest’ultima presente in molte grandi città ma negli anni ’80 non ancora arrivata a Lucca».

Agli Orti di via Elisa si vive lo spirito di condivisione ed interscambio fruttuoso. «Tutto è pensato con questo fine – spiega Cosentino –. La stessa sala è sistemata in maniera da agevolare connessioni, scambi e snodi positivi fra città, clienti e culture differenti».

Il menù degli Orti di via Elisa è chiara espressione del territorio con qualche occhiata fuori confine, qualche pietanza contaminata da tradizioni di altre regioni di Italia o con qualche inserimento di produttori di olio o vino o formaggi italiani che si contraddistinguono per la qualità della loro produzione.

Anche mentre Samuele ci racconta la storia de Gli Orti si può vedere muoversi attorno parte del suo personale. «Siamo 18 persone a lavorare agli Orti – racconta Cosentino –. Ogni ragazza e ragazzo ci porta qualcosa del proprio vissuto e ognuno di loro, con il servizio che offre, racconta la propria storia: sono il nostro valore aggiunto».

E poi c’è l’omaggio a chi ha reso possibile tutto questo. «Il merito più grande lo dobbiamo a Franco e Giuliano – continua Samuele – ed è stato quello di creare un'armonia pazzesca fra le loro due famiglie. Sono sempre stati come un'unica grande famiglia con due cognomi, capace di mettere avanti a tutto il bene delle attività, nelle quali non poteva mai mancare la vera buona accoglienza lucchese. Oggi l’attività è ovviamente cambiata rispetto a ciò che era negli anni Novanta. A Franco e Giuliano, negli anni, si sono affiancati i loro figli e figlie, i loro nipoti, e ognuno ha trovato il suo posto e ruolo nelle attività di famiglia. Senza mai metterne in discussione gli equilibri, l’armonia, la stabilità economica e affettiva. Io credo che questo sia stato il più bel regalo che Franco ci ha lasciato e il più bel traguardo che Giuliano ancora adesso ci continua a porre di fronte. Trasmettendo a tutti noi ed al nostro staff un incredibile senso di attaccamento e di affetto per ciò che siamo e che facciamo». Un affetto che è andato anche oltre le difficoltà di questi 35 anni, a partire dalla sfida della pandemia, affrontata puntando forte sul servizio di consegna a domicilio.

Gli Orti è stato nominato fra i “Mecenati che hanno contribuito a rendere l’Italia più bella”: «Ne siamo davvero orgogliosi – conclude Cosentino – questa è la nostra filosofia».

 

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