Italia
Morte dell'imprenditore Fanini, in quattro rinviati a giudizio. Indagato anche un altro medico
Lucca, il professionista del pronto soccorso aveva testimoniato in udienza
Lucca Continua ad avere sviluppi la vicenda legata alla morte di Michele Fanini, l’imprenditore di 74 anni morto il 4 novembre 2019 all’ospedale San Luca. Non solo sono stati rinviati a giudicio i quattro medici che si presero cura di Fanini: a finire nei guai è anche un quinto professionista che è indagato per omicidio colposo dopo la sua testimonianza in udienza preliminare.
La vicenda
La morte di Fanini è arrivata davanti al gup Simone Silvestri dopo un percorso accidentato. La procura, infatti, in un primo momento aveva deciso di chiedere l'archiviazione per i quattro medici iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Una posizione non accettata dai familiari di Fanini (i fratelli Brunello, Ivano e Pietro e il figlio Lorenzo) che, tutelati dagli avvocati Alberto e Fiorenzo Alessi di Rimini si opposero, ottenendo dal gip Alessandro Trinci la richiesta di imputazione coatta da parte della procura.
Così sono arrivati davanti al gup Silvestri Stefano Vannucci, 41 anni, lucchese, difeso dall’avvocato Eleonora Romani, radiologo dell’istituto Martini, che il 14 ottobre effettuò un’ecografia addominale al paziente non rilevando la presenza di un aneurisma ipogastrico bilaterale; Massimo Aquilini, 63 anni, urologo del San Luca rappresentato dall’avvocato Florenzo Storelli; Fabio Tori, 66 anni, di Capannori, urologo del San Luca, difeso dall’avvocato Enrico Marzaduri e Valentina Vigo, 37 anni, nefrologa del San Luca, rappresentata dagli avvocati Saverio Dal Canto di Livorno e Sara Consani di Lucca.
Alla fine il dottor Silvestri ha deciso per il rinvio a giudizio per i quattro professionisti, con la prima udienza programmata per il prossimo tre novembre davanti al giudice Gianluca Massaro.
Il nuovo indagato
A far pendere la bilancia verso il rinvio a giudizio dei quattro medici sono state due testimonianze di altrettanti colleghi in udienza preliminare: un medico del pronto soccorso del San Luca e un chirurgo vascolare di Cisanello. Il primo, la sera del 31 ottobre, data dell’arrivo di Fanini, insieme ad Aquilini avrebbe chiamato il secondo. Dagli esami svolti al San Luca, infatti, era emerso che oltre a un problema urologico, Fanini aveva anche due aneurismi dell’aorta iliaca, uno di sei e uno di nove centimetri. I medici del San Luca avevano provato a risolvere il problema urologico, ma i dolori all’addome rimanevano. E c’era il problema dei valori di creatinina alta, che avrebbero reso difficile l’esecuzione di un’angiotac. Il medico pisano – secondo quanto riferito dal teste lucchese – avrebbe sostanzialmente condiviso la loro posizione, spiegando che Cisanello avrebbe potuto prendere in carico il paziente soltanto dopo avere il risultato dell’angiotac. Il “colpo di scena” è arrivato proprio quando sul banco dei testimoni si è seduto il professionista pisano. Che ha spiegato di non ricordarsi la telefonata con il San Luca, ma che comunque, visto il quadro clinico di Fanini, le sue indicazioni sarebbero state ben diverse. Il medico vascolare, infatti, ha fatto presente che fin dal 2011 esiste un protocollo tra Cisanello e gli ospedali che a Pisa fanno riferimento secondo cui in caso di presenza di un aneurisma più grande di 4,5 centimetri l’angiotac va fatta indipendentemente dal livello di creatinina. E comunque – proseguì il medico pisano – con due aneurismi importanti come quelli di Fanini la strada immediata sarebbe stata quella del trasferimento a Pisa per l’intervento chirurgico.
Vista la situazione, il dottor Silvestri ha rinviato gli atti alla procura per valutare la posizioni dei testimoni. E l’ufficio dell’accusa ha iscritto nel registro degli indagati il medico lucchese, ipotizzando per lui il reato di omicidio colposo. La sua posizione ora seguirà un percorso separato dagli altri imputati, con la procura che dovrà valutare – dopo la fine delle indagini – l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
