Il Tirreno

Lucca

Il caso

Una strada fantasma per il catasto a Sant’Anna: non si sa chi la deve sistemare

di Michele Citarella
Ecco come si presenta attualmente il sentiero
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Ecco come si presenta attualmente il sentiero

Da comoda scorciatoia è diventata una sorta di discarica tra erbacce e rifiuti

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LUCCA. «Abbiamo chiesto al Comune di pulire questo scorcio di una traversa di via del tiro a segno, ma ci è stato risposto che non è un tratto di competenza comunale. Ci siamo allora rivolti alla Provincia, ma ci siamo sentiti rispondere con lo stesso risultato: questa strada non è di nessuno e sta di fatto che rifiuti e sporcizia sono sempre di più».

Inizia così la storia raccontata da un gruppo di residenti della traversa IV di via Tiro a Segno, dove si trovano tanti condomini e palazzi realizzati tra il 1965 e il 1985 che hanno ormai sovrastato o rimpiazzato corti storiche, pioppeti e campi coltivati. A collegare i condomini con i terratetto e con le antiche corti sono presenti viottoli e stradelli a uso pedonale. Ed è uno di questi, quello che unisce via Tiro a Segno con via Paganini, a diventare un oggetto misterioso di cui non si conosce il proprietario e, quindi, chi ha la responsabilità di pulirlo. Prima del Covid alcuni pensionati, residenti nei condomini e nella vicina corte, si alternavano garantendo il taglio di erbacce e la pulizia, rendendo sicuro e accessibile il percorso. Grazie all’impegno, alla manualità e agli attrezzi dei vari Settimo, Otello, Ercolino e Silvano, studenti e pedoni potevano utilizzare questa stradina per accedere più agevolmente alle scuole di via don Minzoni o ai negozi di vicinato, passando da via Paganini direttamente al civico 183 di via Tiro a Segno. Ma da ormai da tre anni, la situazione non è più risolvibile con il semplice “fai da te” e gli anziani pulitori o non ci sono più, o sono ormai privi di energie. E non sono stati rimpiazzati dalle nuove generazioni. Le risposte fornite ai residenti non hanno sortito effetto, nonostante l’aiuto all’Associazione Parco Sant’Anna, riferimento sul territorio per questioni legate a viabilità, strade, traffico e urbanistica, soprattutto dopo la chiusura delle circoscrizioni.

Attraverso studi più approfonditi, si scopre che quello scorcio di strada, stando alle visure catastali (foglio 123 particella 828), è classificato al catasto come “relitto stradale”, è quindi un piccolo frammento di strada fuori da ogni potenziale recupero e privo di ogni interesse ai fini di viabilità. Solo una particella catastale di ridotte dimensioni risulta essere di proprietà privata.

Insomma: chi deve garantire pulizia di quel sentiero nascosto tra antiche corte e recenti palazzi e quasi sommerso da rifiuti e vegetazione incolta? L’auspicio per la cittadinanza è che l’amministrazione comunale segua quella che non è una regola scritta ma una prassi garantendo, in quanto ente più vicino al cittadino, l’igiene e la pulizia di quel piccolo tratto di strada vicinale pedonale. È necessario intervenire anche per eliminare zaini e borse abbandonati, che hanno fatto pensare a questa traversa come punto per gettare rifiuti, ma anche per lasciare i resti di furti o addirittura nascondere stupefacenti.

Indagando sui libri di storia che raccontano le vicende del quartiere si scopre un’altra curiosità: durante gli anni dell’occupazione nazista e della caccia a renitenti e partigiani, quello che ora è un relitto era un sentiero che univa diverse corti e singole abitazioni con un rifugio sotterraneo, utilizzato come nascondiglio per sfuggire alla deportazione. Altri tempi, altre finalità, ma quello che conta adesso è l’igiene del posto.


 

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