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Il caso

Ai musei nazionali di Lucca solo col contante: il pasticcio del ministero

di Michele Masotti
Ai musei nazionali di Lucca solo col contante: il pasticcio del ministero

Villa Guinigi e Palazzo Mansi non accettano carte e bancomat. La direttrice: «Avviene perché non abbiamo um budget autonomo»

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LUCCA. Nell’anno di grazia 2023, dove ormai con le tecnologie odierne si riesce a fare qualsiasi cosa, non è possibile acquistare, con bancomat o carta di credito, un biglietto per entrare nei musei nazionali. Come messo in luce dal Comitato Vivere il centro storico, all’ingresso del museo nazionale di Villa Guinigi, gestito dal ministero della Cultura tramite il polo museale della Toscana, campeggia in bella vista un cartello, con il simbolo del divieto, dove compare la scritta “No debit or credit card. Only cash”. Pagamento solo in contante.

La scelta non dipende dalla volontà dei vertici della Villa, assieme a quello di Palazzo Mansi diretti dallo scorso settembre dalla storica dell’arte Luisa Berretti, bensì da un effetto collaterale della riforma, risalente al 2015, voluta dall'allora ministro Dario Franceschini. In sostanza nei 49 musei toscani compresi nella direzione regionale, quindi non dotati di una propria autonomia, non è possibile pagare attraverso dei dispositivi Pos, rendendo disponibile solo la transazione via soldi. Si tratta di un problema, dunque, coinvolgente tutta questa categoria di musei distribuiti lungo la penisola.

«Sia i colleghi emiliani che quelli piemontesi, tanto per citarne due, si sono fatti sentire da tempo per risolvere una situazione che si protrae da anni – spiega la direttrice Berretti –. In base a quella legge le nostre realtà non dispongono di un budget indipendente. Per questo motivo non è possibile consentire il pagamento con le carte di credito». Sebbene nelle ultime settimane si stia aprendo l’opportunità di un transazione tramite la piattaforma nazionale pagoPA, si tratta di una strada che per motivi tecnici (uso di Spid, Cie ed eIdas) rimane ostica per gli stranieri, soprattutto quelli extraeuropei: « Le strade sono due – prosegue la direttrice –: una modifica da parte del ministero o armarsi di pazienza, per quanto riguarda i musei nazionali di Luca, visto che entro dicembre Palazzo Mansi e Villa Guinigi, come affermato dal sottosegretario Vittorio Sgarbi, diventeranno realtà autonome dal comparto regionale».

L’altro problema è la difficoltà a reperire assistenti alla vigilanza e al servizio ticketing: «È una carenza che si trascina da anni – chiosa Luisa Berretti –. Basti pensare che, delle tre persone che a fine maggio avevano vinto il concorso per lavorare a Villa Guinigi, ne sono entrate in servizio due».

Sulla vicenda è intervenuto, come detto, il comitato Vivere il centro storico che, a ridosso dell'annuncio della candidatura di Lucca a capitale italiana della cultura 2026, lancia un paio di frecciate con destinatari ben precisi. «Lucca capitale della cultura? Se lo diciamo ai turisti stranieri e italiani, non dovremo stupirci se dovessero storcere la bocca – fanno sapere dal comitato –. Oggi si usa il bancomat perfino per comprare il quotidiano, ma per andare al principale museo della città serve solo il contante».
 

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