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Lucca, scade la concessione a Geal: il futuro dell’acqua è un rebus

Lucca, scade la concessione a Geal: il futuro dell’acqua è un rebus

Ok del consiglio a una commissione speciale per valutare tutte le possibilità. In ballo il “matrimonio” con Gaia o Acqua, con lo spettro della Multiutility regionale

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LUCCA. Il convitato di pietra, alla fine, si è seduto al tavolo. O, meglio, ai banchi del consiglio comunale. In ballo c’è il futuro di Geal, ma forse sarebbe più corretto dire della gestione dell’acqua a Lucca a partire dal 2026. Di questo si è parlato nel consiglio comunale di ieri – richiesto dal centrosinistra e in particolare dal consigliere di Sinistra con Daniele Bianucci – che alla fine ha partorito un ordine del giorno unitario (a prima firma dello stesso Bianucci) per formare una commissione speciale che, nei prossimi 6-9 mesi, esplorerà i possibili destini di Geal.

La società oggi partecipata al 52% da Lucca Holding (cioè dal Comune) e al 48% dalla romana Acea potrà godere della concessione del servizio idrico a Lucca solo fino al 31 dicembre 2025. Si trova infatti in una situazione di salvaguardia, visto che nel 2005 Lucca avrebbe dovuto passare sotto il gestore d’ambito Gaia. Una situazione che nel 2011 è stata poi cristallizzata dal Consiglio di Stato.

Dunque, a fine 2025 Geal non potrà continuare a esistere come oggi la conosciamo. Su cosa verrà dopo – come ricordato nel suo intervento dal direttore dell’Autorità idrica toscana Alessandro Mazzei – ci sono, in senso astratto, tre possibilità: una società interamente pubblica (modello Gaia); una interamente privata; una mista pubblica-privata (come Geal). Più concretamente, c’è da capire però in quale sub-ambito territoriale finirà Lucca: con Gaia (come dà per scontato Mazzei) oppure con Acque, che gestisce le risorse della Piana. E c’è da tener di conto di un possibile scenario sullo sfondo: la multiutility regionale, la società unica dei servizi, che potrebbe occuparsi anche della distribuzione dell’acqua.

Una soluzione che – almeno a parole – piace poco o niente a tutte le parti politiche: lo stesso capogruppo Pd Francesco Raspini ha detto chiaramente «no alla gestione unica, no alle macroaggregazioni». Nell’ordine del giorno votato, tuttavia, della multiutility non si fa riferimento, mentre veniva citata nell’intervento introduttivo di Bianucci: un compromesso che – a quanto si apprende – è stato chiesto dal gruppo di Fratelli d’Italia.

Al di là dei retroscena politici, rimangono tre punti indicati come prioritari nel documento approvato dall’assise di palazzo Santini: l’effettuazione di tutti gli investimenti programmati, il mantenimento di una tariffa favorevole (attualmente la più bassa della Toscana), la garanzia di un adeguato livello di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il tutto con un occhio di riguardo al “controllo pubblico” dell’acqua sancito dal referendume del 2011.

I tempi, come anticipato, sono piuttosto stretti. La concessione scadrà al 31 dicembre 2025 ma – come ricordato dal capogruppo di Fratelli d’Italia Lido Fava – già il 30 giugno 2024 (quindi fra un anno esatto) l’Autorità idrica toscana dovrebbe indicare il nuovo gestore.

Anche per questo, in particolare dal centrodestra, si punta ad avere un po’ di tempo in più. Il capogruppo della Lega Armando Pasquinelli ha parlato di «una possibile deroga per Geal», mentre Fava ha sostenuto che «la proroga della validità della concessione va chiesta in tutte le sedi». Una posizione sostenuta anche dal sindaco Mario Pardini, che ha parlato di «dialoghi aperti».

In ogni caso, proroga o non proroga, alla fine Geal sarà inserita in una realtà più grande. E allora si dovrà parlare di tutela dei lavoratori, delle competenze acquisite, degli investimenti programmati: anche di questo la commissione speciale dovrà occuparsi una volta che la delibera di istituzione sarà approvata.

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