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Dal palcoscenico alla televisione: Martina e una vita a passo di danza

di Rossella Lucchesi
Dal palcoscenico alla televisione: Martina e una vita a passo di danza

Un periodo di successi per Di Riccio, dai programmi con Cattelan al videoclip per Mr.Rain

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LUCCA. Da Lucca ai palcoscenici più prestigiosi d’Europa, con lo sguardo rivolto oltreoceano. La ballerina lucchese Martina Di Riccio ha spiccato il volo per una brillante carriera internazionale, coronando quel sogno che insegue sin da quando era bambina.I presupposti per affermarsi a livello mondiale ci sono tutti, considerando le doti artistiche della danzatrice che ha iniziato a studiare danza classica a sei anni, sperimentando successivamente anche discipline moderne e contemporanee «per acquisire una formazione completa - afferma - che mi permettesse di individuare spazi professionali più ampi e muovermi più agevolmente nel mondo dello spettacolo». Di sacrifici ne ha fatti tanti, Martina, 27 anni, figlia unica di Alberto, libero professionista e scrittore e Isabella, docente al liceo Vallisneri che hanno sempre appoggiato le sue scelte e adesso sono orgogliosi di lei. «Bisogna lavorare sodo - spiega - e seguire regole severe se si vuole fare sul serio, talvolta trascurando amicizie e divertimenti, ma quando la passione è forte e si vuole raggiungere un obiettivo, ne vale la pena perché poi i risultati arrivano. Anche ingoiando qualche boccone amaro e vedendo porte sbattute in faccia».

L’avventura di Martina nel mondo della danza inizia nel 2002 al New Studio Accademico di Lucca di Evelina Ricci e Grazia Filauro che da subito notano il talento della bambina che, per perfezionarsi, nel contempo frequenterà altre accademie, come l’Ateneo della danza di Siena e la Princesse Grace Dance a Montecarlo. La svolta a 18 anni, quando vince una borsa di studio e vola al college internazionale Ks Dance di Manchester, dove si diploma ballerina professionista. Passano due anni e viene ingaggiata dalla compagnia portoghese Kayser Ballet per una tournée trionfale negli Stati Uniti e contemporaneamente entra a far parte del corpo di ballo dell’English National Ballet di Londra che in passato aveva frequentato come allieva, dove vestirà ruoli di rilievo come La bella addormentata e il cigno nero nel Lago dei Cigni.

Insieme alla collega Adele Di Giovanni nel 2018 fonda la compagnia Maade e organizza una serie di spettacoli, ma il covid la costringe a sospendere i progetti che riprenderà nel 2021 al teatro della Vittoria di Milano, portando in scena "L’uomo dall’impermeabile giallo’ tratto da uno dei libri scritti dal padre. Martina, che insegna anche alla Sped Danza Accademy di Milano, è adesso una delle artiste emergenti più apprezzate sul mercato.

Se ne accorgono anche noti produttori televisivi che la arruolano nel corpo di ballo di programmi Rai come "Da Grande" di Alessandro Cattelan e per videoclip musicali di cantanti come Mr Rain. Non contenta, decide di misurarsi anche come attrice (ha studiato recitazione nella scuola teatrale di Luca Stano) interpretando ruoli significativi in film prodotti dalla Indigo.Però è la danza il grande amore di Martina che sogna di interpretare Giulietta e la protagonista nel Lago dei Cigni. La svolta nell’estate 2022 quando, insieme al collega Giampaolo De Francesca, viene selezionata dall’organizzazione Candlelight Concerts che promuove spettacoli musicali illuminati da migliaia di candele nei luoghi più iconici di realtà urbane come Milano, Roma, Berlino, Manchester, Ginevra, Parigi e la reggia di Versailles, tappe della tournée che prosegue con successo, mentre prepara la tesi di laurea magistrale in lettere che discuterà a breve.

«Una vita piena ma è quella che volevo, consapevole di non dover mai smettere di studiare, perché un’artista non può adagiarsi sugli allori, ma cercare di migliorarsi per guardare a nuovi obiettivi. Spero di poter seminare bene per raccogliere buoni frutti, però adesso vivo il presente a mille, auspicando di diventare direttore artistico di un teatro e battermi per la costituzione di un corpo di ballo nelle fondazioni lirico-sinfoniche italiane, visto che solo quattro (Scala, il San Carlo di Napoli, Opera di Roma e teatro Massimo di Palermo) ne sono dotate. Vorrei anche che Lucca valorizzasse di più i talenti locali che altrove ricevono riconoscimenti, mentre a casa loro sono quasi ignorati»

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