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Affitti brevi per turisti, Finanza e Comune a caccia dei furbetti

di Gianni Parrini
Affitti brevi per turisti, Finanza e Comune a caccia dei furbetti

Sarà un’estate di controlli Si parte dagli annunci online e dall’analisi delle banche dati

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i Gianni Parrini

Lucca Sarà un’estate calda, sia dal punto di vista climatico sia da quello degli affari per chi lavora nel settore ricettivo. Ma attenzione a rispettare le regole: Guardia di Finanza e Comune annunciano controlli serrati per far emergere gli affitti in nero. Andiamo con ordine.

Dopo che il 2022 ha decretato la fine della “notte del turismo” iniziata con la pandemia, il 2023 punta a confermare il trend in crescita e a riportare i numeri esattamente dove stavano prima del Covid o anche oltre. Per intenderci, gli “arrivi” conteggiati nelle strutture della Piana di Lucca nel 2022 sono stati 294.993, ora si punta a tornare sopra quota 300mila. Ovviamente la parte del leone la fa il capoluogo (242.686 arrivi) che catalizza turisti da ogni parte del mondo. I dati mostrano che nel corso degli ultimi dieci anni l’offerta di strutture ricettive nei Comuni della Piana non solo è cresciuta (da 5.869 a 7.378 posti letto) ma soprattutto si è modificata: dal 2012 al 2022 i posti negli alberghi sono calati di 156 unità, a fronte di un aumento cospicuo di soluzioni meno tradizionali: affitta camere (+61), alloggi in agriturismo (+380), alloggi privati (+155) Bed & breakfast imprenditoriali e non (+696 ma il numero è gonfiato dal fatto che la normativa è cambiata nel 2018), case e appartamenti per vacanze (+353). Quella delle soluzioni extra-alberghiere è una tendenza cresciuta sulla scia del cosiddetto “turismo esperienziale”, che punta a immergere il visitatore nella realtà dei luoghi in cui soggiorna, facendolo entrare in una connessione più profonda col territorio e i suoi abitanti. Pertanto non si cerca il soggiorno in un’asettica camera d’albergo, dove si viene serviti e riveriti, ma si cerca una casa vera, con la possibilità di fare spesa e di cucinarsi un pasto da soli. Questa nuova tendenza ha dato linfa al cosiddetto “fenomeno Airbnb”, dal nome della più celebre piattaforma online che consente a chiunque di affittare ai turisti la propria casa o solo una stanza. A Lucca rende bene: secondo una stima della stessa piattaforma la tariffa media per soggiornare in questo periodo in un appartamento della città è di 111 euro a notte. In molti si sono lanciati nel business ma qualcuno lo ha fatto senza rispettare le regole. Chi affitta ai turisti, infatti, deve rispettare una serie di obblighi, ad esempio deve registrarsi sul portale del Comune, che poi riscuote la tassa di soggiorno e su quello della Regione, che ha finalità più statistiche. Ci sono poi le comunicazioni da fare alla questura in merito ai soggetti ospitati e ovviamente i redditi da dichiarare al Fisco, su cui è possibile applicare una cedolare secca al 21%. Nonostante questa tassazione agevolata, qualcuno preferisce affittare in nero.

Nella vicina Versilia, la Guardia di Finanza ha appena scoperto otto immobili locati, per periodi brevi dai rispettivi proprietari senza dichiararne i relativi redditi conseguiti. Complessivamente, l’operazione ha portato all’emersione di oltre 145 mila euro evasi. «Il piano d’intervento contro le locazioni irregolari – annuncia il comandante provinciale Marco Querqui – sarà intensificato con l’inizio della stagione estiva. Oltre alla Versilia riguarderà anche Lucca e la Garfagnana. Per arrivare all’individuazione degli irregolari mettiamo insieme vari elementi: la conoscenza del territorio i dati acquisti in precedenti attività di polizia giudiziaria o di polizia economico-finanziaria, gli annunci delle agenzie immobiliari e quelli presenti sulle piattaforme online. Raccolto tutto il materiale, lo incrociamo con i dati contenuti nelle nostre banche dati e andiamo a vedere chi sono i proprietari degli immobili e se hanno dichiarato rendite derivanti da questo tipo di attività. Costruiamo dei sistemi di allert di rischio, che ci permettono di individuare i target a rischio più elevato su cui poi andiamo a fare le verifiche». Un contributo all’emersione del sommerso arriva dalla giurisprudenza: di recente una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che Airbnb dovrà riscuotere dagli host e versare allo Stato la cedolare secca sugli affitti brevi con aliquota al 21%. 




 

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