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Lucca, neonata lasciata in auto sotto il sole: i genitori a fare shopping, poi l’allarme di un passante
I carabinieri li hanno denunciati per il reato di abbandono di minore aggravato
LUCCA. Lasciano la figlia di appena cinque mesi chiusa nell’auto parcheggiata sotto il sole e vanno a fare shopping per quasi un’ora: denunciata una coppia di genitori.
Brutto episodio quello avvenuto nella giornata di venerdì sul territorio di Lucca. Attorno alle 18 i carabinieri della stazione di Ponte a Moriano sono dovuti intervenire in via delle Cornacchie dove alcuni passanti avevano notato una vettura in sosta nei pressi del punto vendita “Cisalfa”, il negozio di articoli sportivi. I due militari hanno prontamente rintracciato i genitori della bambina – 32 anni lui e 29 lei – e dopo averla tirata fuori dall’auto, dato che era provata dall’alta temperatura, hanno ritenuto opportuno far intervenire l’ambulanza del 118 per farla trasportare al Pronto soccorso dell’ospedale San Luca dove è stata sottoposta ad accertamenti, visto il tempo trascorso nell’auto parcheggiata sotto il sole, in una giornata particolarmente calda. Per fortuna la piccola non ha riportato serie conseguenze ed è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di tre giorni.
I genitori, entrambi originari dello Sri Lanka ma residenti a Lucca, non l’hanno passata liscia: i carabinieri li hanno deferiti in stato di libertà all’autorità giudiziaria per il reato di abbandono di minore aggravato. La fortuna è stata che un passante si sia accorto della bambina lasciata nell’auto sotto il sole e abbia dato l’allarme. Purtroppo, si tratta di disattenzioni che spesso causano tragedie evitabili e per questo ancora più dure da digerire. L’abbandono di minore è un reato previsto dall’articolo 591 del codice penale.
Come l’omissione di soccorso è un delitto di omessa solidarietà nei confronti delle persone minori di 14 anni che per la loro età sono considerate incapaci di provvedere a se stesse. Tale reato è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni.
I due genitori interessati ora dovranno rispondere di fronte a un giudice della loro condotta e di sicuro la prossima volta ci penseranno due volte prima di ripetere una sciocchezza di tale portata.
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