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Quattro medici rinviati a giudizio per la morte di un imprenditore con aneurismi – Ecco i nomi

Quattro medici rinviati a giudizio per la morte di un imprenditore con aneurismi – Ecco i nomi

Con due aneurismi Michele Fanini doveva essere operato d’urgenza a Pisa

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SEGROMIGNO IN MONTE. Rinvio a giudizio nei confronti di quattro medici indagati per la morte di Michele Fanini con la prima udienza fissata il 3 novembre prossimo davanti al collegio del tribunale. É quanto stabilito nell’udienza di ieri mattina dal gup Simone Silvestri che, a margine del procedimento, ha disposto la trasmissione degli atti in procura dopo la testimonianza resa da un medico del pronto soccorso del San Luca, indicato dalla difesa di due imputati, affinché il pm valuti una eventuale ulteriore corresponsabilità nelle condotte contestate ai professionisti rinviati a giudizio.

L’ipotesi di reato
Stando alla parte civile, Michele Fanini, 74 anni, rinvenuto senza vita il 4 novembre 2019 all’ospedale San Luca, doveva essere immediatamente portato a Cisanello per trattare i suoi aneurismi: un passaggio che avrebbe potuto salvare la vita all’imprenditore ed ex ciclista. Le tesi del medico specialista in chirurgia vascolare a Pisa – ascoltato come testimone durante l’udienza camerale – ha convinto il capo dell’ufficio gip in veste dei giudice dell’udienza preliminare – a mandare al dibattimento in aula quattro medici: Stefano Vannucci, 41 anni, lucchese, difeso dall’avvocato Eleonora Romani, radiologo dell’istituto Martini, che il 14 ottobre effettuò un’ecografia addominale al paziente non rilevando la presenza di un aneurisma ipogastrico bilaterale; Massimo Aquilini, 63 anni, urologo del San Luca rappresentato dall’avvocato Florenzo Storelli; Fabio Tori, 66 anni, di Capannori, urologo del San Luca, difeso dall’avvocato Enrico Marzaduri e Valentina Vigo, 37 anni, nefrologa del San Luca, rappresentata dagli avvocati Saverio Dal Canto di Livorno e Sara Consani di Lucca. I familiari di Fanini (i fratelli Brunello, Ivano e Pietro e il figlio Lorenzo) sono rappresentati dagli avvocati Alberto e Fiorenzo Alessi di Rimini.

Archiviazione respinta
Il pubblico ministero aveva chiesto l’archiviazione e a seguito dell’opposizione presentata dai familiari e dalla richiesta di imputazione coatta fatta dal gip Alessandro Trinci il procedimento è passato in mano al gup Silvestri. Con la riforma Cartabia in udienza camerale il giudice, dopo che il pool difensivo che aveva chiesto il proscioglimento dei loro assistiti, può disporre il rinvio a giudizio solo qualora sussista e sia ritenuta una ragionevole previsione di condanna. A far pendere l’ago della bilancia verso il dibattimento, la testimonianza di un medico vascolare pisano che ha spiegato, in considerazione del quadro clinico di Fanini, che sin dal 2011 esiste un protocollo tra Cisanello e gli ospedali che a Pisa fanno riferimento secondo cui in caso di presenza di un’aneurisma più grande di 4,5 centimetri l’angiotac va fatta indipendentemente dal livello di creatinina. E per due aneurismi come quelli di Fanini la strada immediata sarebbe stata il trasferimento a Pisa per l’intervento chirurgico.
 

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