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Lucca, telecamera nel bagno delle ragazze dell’Iti: due le ipotesi
Il piccolo apparecchio era stato nascosto all’interno dei locali riservati alle studentesse. Ad accorgersene una studentessa che ha avvertito la dirigente scolastica: indaga la polizia
LUCCA. La prima ad accorgersene è stata una studentessa, che ha visto qualcosa di strano sporgere da sopra il divisorio che separa un bagno da quello attiguo. Una volta tirato giù l’oggetto misterioso è apparso subito evidente che si trattava di una microcamera, che qualcuno aveva pensato bene di piazzare nei servizi igienici riservati alle studentesse all’interno dell’Iti Fermi di San Filippo. Un fatto grave, sul quale sta indagando la polizia.
La ragazza che si è accorta dell’occhio elettronico (una sorta di cubo con un lato non più lungo di un paio di centimetri) e che l’ha recuperato insieme ad alcune compagne, ha immediatamente avvisato la dirigente scolastica Francesca Bini, che non ha perso tempo e ha avvisato le forze dell’ordine: dalla questura è arrivato un equipaggio che ha eseguito un controllo accurato all’interno dei locali della scuola di San Filippo.
Secondo quanto emerso, la microtelecamera era stata attaccata sopra il divisorio tramite una calamita, anche se non è stato possibile, per il momento, risalire a quando sia stata installata.
C’è un altro interrogativo da sciogliere: capire perché la microcamera non conteneva al proprio interno la memory card necessaria per registrare i filmati.
Sono due le ipotesi principali che vengono seguite al momento. La prima è quella di un (bruttissimo) gesto goliardico: l’apparecchio non sarebbe mai entrato in funzione e non avrebbe mai registrato alcunché. La seconda, ancora più grave, è che qualche video sia stato effettivamente registrato ma che chi aveva messo in quel punto la telecamera abbia provveduto a estrarre la carta di memoria prima che qualcuno si potesse accorgere di quanto era avvenuto. O, ancora, che l’apparecchio fosse gestibile anche da remoto, attraverso uno smartphone.
Domande alle quali stanno cercando di dare una risposta in queste ore i tecnici della questura, alle prese con l’esame della microcamera: non si tratta però di un'impresa facile, visto che l’apparecchio è passato più volte di mano e le tracce possono essere state alterate.
Non si tratta della prima volta che le cronache registrano fatti del genere. La più recente, in Toscana, risale al maggio 2022 quando fu scoperta una telecamera per spiare le infermiere nelle docce dello spogliatoio dell'ospedale di Empoli. In quel caso nei guai sono finiti tre manutentori di un’azienda esterna all’ospedale che lavora per l’Asl Toscana centro. Per tutti l’accusa è di interferenze illecite nella vita privata: la stessa che rischia anche l’autore (o gli autori) della “bravata” al Fermi.
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