Meteo
Casa esplosa a Lucca, il vicino di casa graziato: «Ero uscito poco prima, devo avere un santo in paradiso» – Video
Il racconto dei soccorritori: «Vedevamo una testa fuori dalle macerie, abbiamo fatto il possibile»
MONTECARLO. Un boato simile a un terremoto. Talmente forte da essere sentito non solo da chi si trovava nelle abitazioni vicine al luogo dell’esplosione, ma anche da coloro che stavano facendo la spesa nel supermercato Pam ad Altopascio sulla via Romana distante 1,5 chilometri dalla palazzina dove vivevano, al primo piano i coniugi Luciano Lazzerini e Francesca Donatini mentre al secondo risiedeva Simone Cerchiai. Una tragedia che ha non può non far pensare a quanto avvenuto a torre a ottobre. E, oggi come allora, i primi soccorsi sono arrivati da chi abita a due passi dagli edifici distrutti: cittadini comuni, che hanno cercato di fare il possibile in attesa dell’arrivo di vigili del fuoco e 118.
Una situazione complicata, anche per i soccorritori “professionisti”, visto che la situazione sulla quale operano non è delle più sicure, per estrarre in vita i dispersi. La voce di Francesca viene udita, quella di Luciano no. La donna viene tolta dalle macerie alle 18.15, dopo aver trascorso sei ore intrappolata tra i resti della propria casa. Si continua a scavare alla ricerca di un miracolo che, purtroppo, non si materializza: intorno alla 19 arriva la notizia del ritrovamento del cadavere del marito. Lazzerini e Cerchiai uniti dalla passione per le moto, rimaste intatte, a differenza delle auto, dal crollo della casa. Un’esplosione così deflagrante da scagliare l’inferiate delle finestre sulla strada.
Tra i primi a recarsi sul posto, una manciata di secondi dopo l'esplosione, sono stati i fratelli Emiliano e Leonardo Damiano Tocchini, residenti in una casa lontana, si fa per dire, una novantina di metri dal luogo della tragedia. «Eravamo in casa quando abbiamo sentito il boato – raccontano i due –. Tutta la casa ha tremato per qualche secondo: saranno stati quattro-cinque ma sembravano interminabili. Dopo aver intuito da dove provenisse il boato, ci siamo recati in corte Celestina».
Davanti agli occhi dei fratelli si para uno scenario difficilmente dimenticabile: una palazzina collassata su stessa con Simone Cerchiai, con il corpo al di fuori della testa sepolto dalla macerie, che invocava aiuto. «Abbiamo scorto il ragazzo che reclamava aiuto – proseguono i due Tocchini –. In attesa dei soccorsi, abbiamo cercato di fare il possibile. Fortunatamente Simone è sempre rimasto lucido, nonostante quanto successo».
Il complesso di via Traversa Marginone, facente parte di Montecarlo ma confinante con Porcari e Altopascio, era formato da diversi appartamenti. Se il lato occidentale della palazzina non esiste più, la zona centrale è stata in parte investita dall'esplosione con quattro persone, tra cui due minorenni, rimasti lievemente feriti.
In quella orientale abita un giovane che, appena addormentatosi dopo il turno notturno di lavoro, parla apertamente di un sesto senso fondamentale per salvarlo. «Alle 11.30 mi sono svegliato di soprassalto – racconta –. Ho sentito un rumore di un battito cardiaco amplificato. Sono sceso subito fuori prima che la palazzina adiacente crollasse: credo di avere qualche santo in paradiso».
Con il passare dei minuti l’area si riempie di forze dell’ordine, soccorritori, mass media e anche, purtroppo, di curiosi morbosi affetti da un voyeurismo pubblico. Un vero e proprio insulto nei confronti sia dei parenti delle persone coinvolte, stretti tra loro in religioso silenzio con la speranza di una buona notizia, che delle oltre 40 unità al lavoro incessantemente. Nel contesto di un sabato di metà aprile che si è trasformato da una giornata lieta in un dramma collettivo, la risposta tempestiva dei soccorsi testimonia l’efficienza di questi reparti come sottolineato dal sindaco di Montecarlo Federico Carrara, presente sul luogo dell’esplosione assieme al primo cittadino di Altopascio Sara D’Ambrosio e al consigliere regionale Vittorio Fantozzi. Tutti scossi da una tragedia che ha riproposto il tema della letalità delle bombole a gas. Ma oggi non è quel momento per dibatterne. Oggi bisogna solo piangere una vittima, Luciano Lazzerini, sperando nel miglior decorso possibile per sua moglie Francesca Donatini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
