Il Tirreno

Lucca

Il futuro della città

Manifattura, si fa largo l’ipotesi di annullare la vendita della stecca

Uno degli ambienti della Manifattura sud (Foto Sernacchioli)
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Uno degli ambienti della Manifattura sud (Foto Sernacchioli)

Lucca: potrebbe permettere di riunire l’intero complesso sul lato sud

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LUCCA. Che qualcosa si stia muovendo sulla manifattura sud è abbastanza evidente. Anche perché si avvicina il momento della firma del rogito dal notaio tra il Comune e la good City di Pistoia, la società che ha acquistato la “stecca” lungo il parcheggio cittadella ma della quale sono ancora sconosciuti i reali proprietari.

Dopo il sopralluogo svolto dalla commissione lavori pubblici presieduta da Marco Santi Guerrieri, a gettare il sasso nello stagno con lacune dichiarazioni a un sito web è stato il consigliere delegato al piano opertivo Elvio Cecchini, che fu tra gli oppositori del piano Coima-Fondazione Crl.

Il ragionamento di Cecchini (ma non solo di lui, come vedremo tra pochissimo) è semplice e parte da un aspetto tecnico. Lo strumento previsto per intervenire su tutto il complesso della manifattura sud è il piano attuativo, che prevede l’accordo di tutti i proprietari (quindi anche di Good City). Per evitare problemi – dice Cecchini – la soluzione potrebbe essere quella di non andare al rogito. Questo prevederebbe di pagare una penale e di restituire a Good City il deposito cauzionale versato in occasione dell’asta del 2021: si tratta di una cifra intorno ai 140mila euro. E, ovviamente, verrebbe meno anche l’introito di 1,5 milioni previsto con la vendita. D’altra parte, si ricostituirebbe l’unità della manifattura sud sulla quale è rimasta la proposta di Music Innovation Hub, dopo il naufragio di Coima.

D’accordo con Cecchini si è detto Diego Carnini, consigliere comunale di Fratelli d’Italia: «Nonostante gli errori della passata amministrazione possiamo ancora recuperare l’area rimanente dell’ex manifattura e metterla al servizio della città. Il progetto più interessante è quello di “Polimea”, Music Innovation Hub; speriamo in una sua realizzazione perché Lucca è da sempre una città della musica e deve svilupparsi in tal senso».

Meno scontata l’apertura che arriva da Daniele Bianucci, consigliere di “Sinistra con”, secondo il quale ha «un senso l’idea dell’architetto Cecchini di evitare il rogito con la Good City srl, che ha acquisito una porzione del fabbricato mesi fa; ciò tanto più se fosse vero che in tal caso la penale per il Comune ammonterebbe ad appena 140mila euro. È da evidenziare infatti che, a quasi un anno dall’elezione, Pardini confessa di non aver potuto ancora sapere chi materialmente è dietro a questa società: è evidente quindi che era in pieno torto la destra quando, in campagna elettorale, accusava la precedente amministrazione di voler occultare volutamente la verità, ed invece c’era (come permane tutt’ora) una criticità oggettiva ad arrivare infondo ai reali titolari della srl, e agli obiettivi che loro hanno per l’area che si apprestano ad acquistare. Intendiamoci, stoppare il rogito con la Good City srl avrebbe ragione di essere solo se a monte esistesse il progetto per un reale rilancio di quei luoghi. Per questo mi sento di lanciare l’idea di individuare un professionista di caratura internazionale, così come ha fatto il Comune di Viareggio con l’architetto Stefano Boeri per la riqualificazione del lungomare, per guidare il recupero».

Ad appoggiare l’idea di recedere dal contratto è anche il comitato Uniti per la manifattura: «È stupefacente che dopo così tanti mesi la città sia ancora all’oscuro di quanto sta avvenendo. Ma tutto tace.Non si conosce il nome dell'acquirente, né lo scopo della vendita, né la destinazione progettata. Dobbiamo ancora una volta ricordare quanto importante e strategico potrebbe essere per la comunità il congruo destino di questo patrimonio di spazi inteso nella sua unità. E ci domandiamo se non sarebbe il caso di cancellare questa incognita, che anche l’inusuale necessità di segretezza ci fa temere non armonizzante coi progetti che vanno nella direzione degli interessi della città. Recedere dalla vendita, affinché il Comune possa riconsiderare nella loro interezza le potenzialita progettuali sociali ed economiche dell’intero complesso urbanistico, avendo anche un quadro di riferimento unitario tra Manifattura nord e Manifattura sud».

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