Italia
Lucca, a settembre chiude la materna: i genitori sul piede di guerra
Non riaprirà i battenti la scuola “Divina provvidenza” a S. Lorenzo a Vaccoli
LUCCA. Genitori sul piede di guerra a Santa Maria del Giudice e San Lorenzo a Vaccoli per il futuro ben più che incerto della locale scuola materna.
Questi i fatti, come ci racconta Francesco Giusti, residente a Santa Maria del Giudice e da anni coinvolto in attività di volontariato nel paese situato ai piedi del celeberrimo passo di Dante.
«Qui avevamo un asilo fatto edificare negli anni ’70 da don Alessandro Banducci su richiesta della cittadinanza e con lo scopo di creare un preciso luogo di aggregazione. E la struttura ha funzionato alla perfezione fino a pochi anni fa».
Poi, prosegue Giusti iniziarono i movimenti: «Infatti fu deciso di trasferire l'asilo in quello che c’era a San Lorenzo a Vaccoli e così siamo andati avanti per un altro periodo, ma oggi circolano delle voci preoccupanti, addirittura riguardanti la ventilata chiusura della materna a fine anno scolastico. Di conseguenza c'è molta preoccupazione in paese, anche perché in zona non esistono altre matrne: il più vicino è a Pontetetto, mentre delle alternative potrebbero forse essere Massa Pisana o Vicopelago. Comunque sia i nostri bambini verrebbero allontanati ulteriormente, con gravi disagi per le famiglie».
La scuola di Santa Maria del giudice è quella della Divina provvidenza, che fino all’estate del 2022 è stato guidata dall’omonima congregazione di suore. Poi, nell’anno in corso, il subentro di una cooperativa. Soggetto che – spiega Giusti – «sembra preoccupata per i costi di gestione troppo elevati. E' però nostro diritto conoscere le loro intenzioni senza arrivare a fine anno scolastico non sapendo quale futuro attende i nostri piccoli, che hanno il sacrosanto diritto di crescere in una struttura così essenziale».
E l'incontro preannunciato c'è stato proprio ieri, ma si è purtroppo avuta la conferma che la scuola di San Lorenzo a Vaccoli chiuderà definitivamente i battenti e senza poter dare la certezza di una struttura alternativa da individuare in zona. La rabbia dei genitori Santamariesi è così salita ulteriormente e sono attualmente allo studio delle iniziative di protesta contro questa – assai impopolare – decisione unilaterale.
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