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Cani avvelenati con le polpette tra Lucca e Capannori: scatta l’allarme tra i proprietari

di Michele Masotti
Cani avvelenati con le polpette tra Lucca e Capannori: scatta l’allarme tra i proprietari

È tornato a colpire l’avvelenatore seriale di cani che sta seminando il panico: un animale è morto e un altro è grave

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LUCCA. Uno è morto nel giro di una decina minuti, l’altro, sebbene la prognosi sia riservata, dovrebbe cavarsela, ma con la certezza di aver subito dei danni al fegato. È tornato a colpire l’avvelenatore seriale di cani che sta seminando il panico, ormai da diversi anni a questa parte, in un’area compresa tra San Vito, e le frazione di Picciorana e Lammari, tra Lucca e Capannori.

Quella che avrebbe dovuto essere la consueta camminata con i suoi due amici a quattro zampe si è trasformata, per una donna residente a Lucca, in un incubo. In via del Tanaro, per la precisione all’altezza del semaforo pedonale davanti al cimitero di San Vito, i due cani hanno mangiato dei bocconi avvelenati lasciati nell’erba che tende a crescere ai lati della strada. Per il primo, come detto, non c’è stato niente da fare: troppo veloci e forti gli effetti della sostanza letale. Il secondo, invece, è riuscito a sopravvivere.

Un episodio che ha scatenato una comprensibile psicosi tra i proprietari degli animali, abituati a convivere in questa zona con le azioni criminali di un sadico delinquente. Le volontarie della varie associazioni animaliste hanno fatto scattare il tam tam per informare di questo pericolo, non solo tramite i canali social, ma anche letteralmente andando porta a porta, da tutti coloro che possiedono un amico a quattro zampe, cane o gatto che sia. C’è più di un sospetto, infatti, che la mano di colui che prepara e poi posiziona questo nocivo cibo sia sempre la solita. Sin dal 2018, infatti, nella stessa zona sono stati tanti gli episodi di questo tenore. Soltanto nel 2020, complice l’esplosione della pandemia, non si erano registrati casi di avvelenamento. Il modus operandi utilizzato è sempre stato il medesimo: mai polpette gettate nei giardini di abitazioni private, bensì scientemente, nella sua follia, abbandonate sui cigli delle strade sfruttando la vegetazione incolta. Al di là delle consuete raccomandazioni, come prestare attenzione a quello che viene ingerito oppure portare con sé una bottiglietta di acqua ossigenata da utilizzare nel caso in cui si abbia il sospetto che il cane abbia ingerito qualcosa di letale, resta fondamentale denunciare, se notati coloro che compiono atti crudeli contro animali. Non solo i cani, come detto, sono finiti nel mirino di questi maniaci. Pochi mesi fa il comune di Capannori, era stato teatro di mutilazioni subite da dei felini. Mentre poche settimane fa un gatto randagio è stato vittime di sevizie: il corpo del povero animale, capace di sopravvivere nonostante le ferite subite, è stato marchiato da ustioni compatibili, per la forma impressa sul corpo, con un accendisigari per auto.


 

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