Il presidio
Edoardo, dalla Mediavalle alla conquista dell’America con la sua chitarra
A 31 anni alla sua seconda esperienza negli Usa
BORGO A MOZZANO. È in partenza per Stati Uniti, per la seconda volta, il talento musicale di Edoardo Pieri, 31 anni, già eccellenza della Mediavalle. A 31 anni torna in America per tenere alcuni concerti con la sua chitarra classica in tre stati della West Coast. Cinque date, sette esibizioni in dieci giorni di permanenza. Il primo concerto si terrà il due febbraio alla Oregon State University. Pochi mesi fa Pieri aveva suonato in Perù, ultima tappa dei “viaggi in musica” iniziati nel 2013, quando era andato in Spagna, il giorno dopo il conseguimento del diploma accademico di secondo livello, per tenere il primo concerto all’estero.
Virtuoso fin dalla tenera età, Pieri incanterà con la musica della sua chitarra gli appassionati statunitensi. Il primo febbraio sarà il giorno della partenza e il 2 terrà il primo dei sette concerti previsti, alla Oregon State University. Il 3 febbraio si esibirà quindi al Mary’s Woods Chapel e al Collegium Musica, il 5 sarà alla St. Agatha’s Church, il 7 al la Western Washington University e il 10 all’Anchorage Classical Guitar Society. Ne ha fatta davvero tanta di strada Edoardo, da quando, a cinque anni, nel 1996, cominciò a frequentare la scuola di musica Marco Salotti di Borgo a Mozzano, sotto la guida di Antonio Rondina. Non andava ancora a scuola, ma era già deciso nel voler imparare a suonare la chitarra.
A Borgo a Mozzano Pieri ha vissuto gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, accanto ai genitori Alessandra e Roberto. Adesso abita a Viareggio, dove insegna musica alla scuola media Raffaello Motto. Pieri si era avvicinato alla chitarra affascinato e incuriosito dopo avere visto e ascoltato suonare il padre, in casa.
«Fin da piccolo ho respirato tanta musica – dice – a papà piaceva suonare la chitarra, lo fa ancora». Dopo avere terminato la scuola media di Borgo a Mozzano, Edoardo ha frequentato il liceo classico Machiavelli di Lucca, contemporaneamente al conservatorio di Torino. È riuscito a diplomarsi al conservatorio nel 2009, un anno prima della maturità classica. La scelta di Torino non è causale: «Là c’era il maestro Frédéric Zigante – spiega Pieri – uno dei più quotati al mondo. I cinque anni passati al Machiavelli sono stati belli tosti, ma proprio in quel periodo ho acquisito il metodo di studio. Posso dire che dopo non ho durato più la fatica di quel tempo, neppure prima di affrontare esami e prove molto importanti».
Vinto il concorso nel 2017 ha cominciato a insegnare. Dal 2019 è stato chiamato anche al conservatorio Mascagni di Livorno. Fin da bambino, Edoardo riusciva ogni giorno a studiare musica pur non rimanendo indietro con la scuola. Faceva anche nuoto, quotidianamente. A 22 sono cominciati i primi concerti e in breve tempo il suo nome e la sua musica sono stati apprezzati in molti Paesi europei (Spagna, Francia, Belgio, Inghilterra) e anche negli Stati Uniti, dove è arrivato la prima volta nel 2015. «Dopo la maturità sono andato a Torino – racconta – e nel 2013 ho preso il diploma accademico di secondo livello. Il giorno dopo sono partito per la Spagna per il mio primo concerto all’estero. Nel 2015 mi sono esibito in America, una grande emozione. Nel 2016 sono tornato da Torino per prendere la abilitazione per l’insegnamento. Nel 2019 sono stato chiamato anche al conservatorio di Livorno. Il mio ultimo disco è uscito nel 2021 ed è sulle musiche del compositore torinese Davide Ficco. A novembre 2022 ho debuttato come solista in Francia, con l’orchestra Symphonique de Viry Chatillon a Parigi».
Finiti i due anni di interruzione imposti dalla pandemia «dopo aver fatto il possibile via streaming sono ricominciati i concerti. La temperatura fredda è diventata una costante. Tra poco sarò in Oregon, ma questa estate sono stato in Perù e anche là era inverno. Nella mia ultima tournée ho potuto anche visitare il lago Titicaca, a quasi 4. 000 metri».
Il suo sogno? Un posto fisso in conservatorio, ma, come confida, «ho imparato dai miei genitori a ragionare per fare un passo per volta».
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