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Circolo del cinema, buio in sala: l’associazione rischia di chiudere

di Michele Masotti
Circolo del cinema, buio in sala: l’associazione rischia di chiudere

L’allarme del presidente Giuseppe Guastini: «I soci si sono dimezzati in un anno». Bertocchini (Fondazione Cassa di risparmio): «Il nostro sostegno non mancherà»

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LUCCA. Un’associazione simbolo di Lucca a rischio sopravvivenza, dopo 75 anni di ininterrotta attività. Sarà un 2023 fondamentale per scrivere il futuro del Circolo del Cinema, il secondo più longevo d’Italia dopo quello di Verona, alle prese con il meccanismo sociale, accelerato dalla pandemia di Covid 19, dell'abbandono progressivo delle sale che riguarda questo settore su scala nazionale. Una situazione già sorta prima del 2020, quando le varie piattaforme online stavano facendo registrare il loro iniziale boom di fruizione.

In occasione della presentazione del ciclo d'apertura di sei prime visioni, si partirà giovedì 26 gennaio con Tori e Lokita (premiato all'ultimo Festival di Cannes) dei fratelli Dardenne, il presidente del Circolo Giuseppe Guastini ha lanciato un sos, segnale di come il punto di non ritorno si stia avvicinando. «La congiunzione tra scorie lasciate dal Covid, in tanti hanno perso il desiderio di uscire di casa la sera, e l’eccessiva burocratizzazione che mette in difficoltà un’associazione di volontari come la nostra, stanno per presentarci il conto – avverte Guastini, membro del Circolo del Cinema dal 1978 –. Come direttivo, rinnovato nel 2017, siamo riusciti a garantire per anni il sostentamento dell’associazione, autogestendoci ma purtroppo l’aumento dei costi sta complicando lo scenario. L’adeguamento del terzo settore, mettendo assieme imprese con i dipendenti a società come la nostra fatta di persone mosse unicamente dalla passione, e il calo degli spettatori hanno eroso la sicurezza di finanziamento che prima avevamo. Per darvi una cifra, nel giro di un anno i soci del circolo si sono dimezzati».

Per scongiurare lo spettro di una chiusura, che priverebbe Lucca di uno dei suoi due circoli cinematografici, Guastini e il direttivo chiedono una mobilitazione ai cittadini. «A tanti lucchesi sappiamo che questa associazione sta a cuore – afferma il presidente del Circolo del Cinema –. Mantenerlo in vita avrebbe un risvolto non tanto artistico, quanto sociale e culturale. Non a caso, collaboriamo con manifestazioni come Estate Cinema, Lucca Effetto Cinema e con il Conservatorio Boccherini. Chi volesse contribuire alla causa, potrà farlo sottoscrivendo una tessera annuale da 10 euro, con il primo ingresso gratuito mentre dalla seconda proiezione il ticket costerà sei euro, oppure un abbonamento da 25 euro per il ciclo dei sei film (Tori e Lokita, Bardo, Forever Young, Amsterdam, Un anno e una notte e il Mio Amico Massimo)».

Uno dei protagonisti di quel ricambio generazionale di fine anni ’70, risponde al nome di Marcello Bertocchini. Il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, che da sempre aiuta il Circolo del Cinema, non vuole nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi di una chiusura, ma invita l’associazione, della quale ha fatto parte fino al 2017, a intercettare le nuove generazioni. «Per uno che ha amato quel Circolo, sarebbe veramente un triste epilogo non vederlo più aperto – dice Bertocchini –. Vero che il fascino del cinema resta intatto, però non fa più breccia nei giovani che sono abituati a utilizzare le piattaforme online. I tempi, come in tutte le cose, cambiano. Posso consigliare a Guastini e ai tanti amici del Circolo Cinema di Lucca di creare qualcosa di speciale e accattivante per attrarre nuovi spettatori. Da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca il sostegno non verrà mai a mancare».


 

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