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Frana sul Brennero: è iniziata la rimozione dei massi instabili

Frana sul Brennero: è iniziata  la rimozione dei massi instabili

Attesa per oggi la previsione su tempi della bonifica e riapertura della via

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BORGO A MOZZANO. Si conoscerà con ogni probabilità nella giornata di oggi l’entità dei lavori necessari alla messa in sicurezza del versante sovrastante la statale del Brennero, nel punto in cui venerdì scorso si è distaccato un grosso masso, poi precipitato sulla carreggiata. Solo in quel momento sarà possibile fare una previsione sui tempi dei lavori e, quindi, su quanto ci sarà da aspettare per la riapertura della strada alla viabilità.

Il Brennero purtroppo non è nuovo a episodi del genere, tra cedimenti della scarpata sottostante da un lato, e caduta di materiali dall’altro, quando non addirittura di enormi frane come quella che investì la statale (fortunatamente chiusa al traffico in quel momento per un precedente smottamento) nel gennaio del 2021. È uno degli effetti di un territorio, come gran parte delle aree montane del nostro Paese, bisognoso di manutenzione e di interventi strutturali per la messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, un rischio che fino a qualche decennio fa era limitato dall’opera di regimazione dell’uomo, venuta poi a mancare in seguito allo spopolamento delle montagne. Un fattore negativo cui, negli ultimi anni, se ne è aggiunto un altro, ossia la frequenza sempre maggiore di fenomeni meteorologici estremi. E proprio per evitare il ripetersi di episodi come quello di venerdì sera, che solo per un caso fortuito non ha coinvolto mezzi in transito, l’operazione in corso in questo momento non si limita alla rimozione del masso caduto, ma è mirata anche a evitare che il problema possa ripresentarsi.

Come fanno sapere da Anas, l’ente responsabile per quel tratto di strada, sin dall’indomani della caduta del macigno, sono iniziate le operazioni di monitoraggio, con rocciatori e con anche l’uso di droni, per valutare la presenza di altro materiale a rischio distacco. Materiale che deve essere rimosso. E anche questa seconda parte dell’operazione, in gergo tecnico chiamata “disgaggio”, è cominciata, con i rocciatori impegnati, già da domenica, nella rimozione dei massi e dell’altro materiale instabile e quindi considerato a rischio caduta.

Parallelamente all’attività di disgaggio portata avanti dai rocciatori prosegue anche il sopralluogo del costone sovrastante il Brennero per valutare quanto materiale dovrà essere rimosso. Un’analisi dello stato dei luoghi che dovrebbe terminare appunto nella giornata di oggi, e solo in quel momento, sapendo quanto materiale dovrà essere tolto, si potrà avere un’unità di misura del quando, ossia una stima dei tempi per il completamento dell’opera e quindi per la riapertura della strada.

L’operazione dovrà anche comprendere la ricollocazione delle reti paramassi, visto che quelle presenti, danneggiate dalla caduta devono essere rimosse. E anche qui, prima della ricollocazione delle stesse, dovrà comunque essere compiuta un’opera di rimozione dei materiali superficiali che verranno ritenuti instabili e di quelli che nel corso del tempo si sono accumulati al di là della rete.

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