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Sicurezza e controlli

Furti al cimitero di San Vito: «Perché niente telecamere?»

di Gianni Parrini
Furti al cimitero di San Vito: «Perché niente telecamere?»

Donna derubata del cristallo lasciato sulla tomba della madre

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LUCCA. Dovrebbero essere luoghi di silenzio e rispetto. Posti in cui si onorano i defunti mentre i vivi si stringono in un dignitoso e comune cordoglio. E invece stanno diventando un ricettacolo di micro-criminalità.

Parliamo dei cimiteri, sempre più spesso luoghi in cui la miseria umana da mostra di sé: fiori, vasi e altri ornamenti spesso usati per abbellire le tombe dei cari estinti, vengono rubati da persone miserrime. Un comportamento spregevole che però si verifica proprio perché nei cimiteri non c’è sorveglianza. Motivo? Sono tanti. Solo a Lucca se ne contano 73 e a parte quello monumentale nessuno è controllato. Per questo attirano i malviventi: i furti nei parcheggi, spesso isolati, sono un altro fenomeno frequente (problema che riguarda anche la vicina Capannori). E talvolta avviene anche di peggio: dallo spaccio alla prostituzione.

Una situazione inaccettabile anche a fronte di quel che si paga per le concessioni cimiteriali (qualche migliaio di euro a seconda del posto). Ad alzare la voce per segnalare il problema è Francesca Landi, giovane lucchese. Nell’ottobre scorso ha subito un furto al cimitero di San Vito e ha inviato una lettera di denuncia all’Urp. Eccola: «Vi scrivo per segnalare ancora una volta i furti che avvengono nei cimiteri. In questa precisa circostanza è successo a San Vito, alla tomba di mia madre, un loculo completato solo recentemente. Non è stato l’unico nella giornata: a me hanno rubato una lampada in cristallo, la stessa cosa è successa ad altri due signori. Che si tratti di delinquenti o altro poco importa. Quello che davvero conta e fa arrabbiare è che nel 2022 in nessun cimitero comunale ci sia sorveglianza, né di persona né attraverso l’uso di telecamere. Il nostro Comune richiede ingenti somme per acquistare per se stessi o per i propri cari un posto e pertanto non è ammesso che accadano certe cose, che vanno a discapito non solo dei cittadini onesti, ma anche dei poveri defunti. Dovrebbe essere un luogo in cui vige il rispetto».

La lettera è stata inviata anche a Lucca Riscossioni, la società che gestisce i servizi cimiteriali a Lucca. «Qualche giorno dopo aver scritto quella lettera – racconta Landi al Tirreno – sono stata contatta dai vigili urbani: mi hanno invitato a presentare denuncia contro ignoti per quanto mi accaduto. Ho pensato fosse importante scrivere quella mail per sensibilizzare le istituzioni al problema, nella speranza che possano prendere provvedimenti. Io frequento spesso il cimitero di San Vito: ci sono i miei nonni e da poco anche mia madre. Non è giusto che accadano cose del genere. Per di più in pieno giorno: il furto della lampada di cristallo, del valore di circa 200 euro, è avvenuto all’ora di pranzo. Io c’ero andata la mattina e al pomeriggio, quando è passato mio padre, era sparita. Credo che montare un impianto di videosorveglianza potrebbe essere un efficace deterrente, mi auguro che qualcuno si adoperi in questo senso».

L’ipotesi di installare delle telecamere nei cimiteri era stata avanzata già qualche anno fa su suggerimento della Municipale. Ma non se ne fece. Probabilmente proprio per un problema di costi, visto che come detto i cimiteri sono 73. La speranza è che l’amministrazione si adoperi per una soluzione.

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