Meteo
«Addio Debora, sarai incancellabile»: l’ultimo saluto all’amica morta per le ustioni
Il ricordo toccante della migliore amica della giovane donna morta dopo il crollo
LUCCA. «In tutti questi giorni sono rimasta in silenzio, ferma ad aspettare: non avevo il coraggio di dire niente pubblicamente. Speravo solo che la mia voce e la mia presenza, anche al di là da un vetro, potessero arrivarti più forti e aiutarti a compiere il miracolo. Purtroppo così non è andata». Sono le parole, a margine della messa funebre celebrata da don Roberto Buratti, che si è svolta a Ripa di Seravezza nella chiesa Sant’Antonio Abate, con cui Giulia ha ricordato l’amica d’infanzia Debora Pierini, morta a 26 anni per le ustioni riportate nell’esplosione della sua casa a Torre di Lucca, lo scorso 26 ottobre. È deceduta l’11 novembre, circa dopo due settimane di agonia nel centro grandi ustionati dell’ospedale Cisanello di Pisa. E dopo aver dato alla luce, con un parto cesareo, il figlio Dante.
Ieri a salutarla, a due passi da Cafaggio, la località di Seravezza dov’è nata, c’era una chiesa gremita di vecchi amici e conoscenti, e nuovi amici, conosciuti con il marito Davide Giracello nella località dove avevano deciso di costruire la loro famiglia.
«Ora che tu ti incammini fra le stelle – ha proseguito Giulia davanti a tutti, nella chiesa – sento il bisogno di regalarti questo ultimo discorso. Ne abbiamo passate tante, così tante insieme che non saprei da dove iniziare. Ci conosciamo da quando eravamo piccine, alte nemmeno un metro, e da sempre ci siamo volute un gran bene. Siamo cresciute fra sogni, paure, gioie e dolori. Abbiamo affrontato tanti momenti bellissimi e altrettanti bruttissimi l’una accanto all’altra. Una semplice intesa, un conforto, che ci faceva sentire invincibili. Ci sono state anche delle incomprensioni ma ci siamo venute incontro. Perché è così che funzionano i legami, quelli più forti e quelli più veri. Perciò rimarrai sempre una parte incancellabile di me. E devo ringraziarti perché con te ho scoperto l’amicizia, quella vera, quella che si sceglie».
L’ultimo saluto di Debora si è svolto dopo che la procura ha consegnato la salma alla famiglia, sulla quale è stata eseguita l’autopsia. Dall’esame autoptico è stato appurato che la morte è avvenuta a seguito delle gravi ustioni riportate su tutto il corpo.
La messa funebre è stata molto pacata e dimessa, anche se il dolore e il vuoto lasciati da Debora, per i suoi cari saranno per sempre. «Salutare i nostri cari è sempre un momento duro – ha detto don Roberto, che ha officiato la messa con il proposto di Querceta don Giuseppe Napolitano –. Ma se succede quando la vita viene spezzata nel pieno del fiore, della bellezza del vigore e della vitalità, è una cosa disumana. Quindi ci affidiamo alla parola di Dio, perché neppure per noi sacerdoti è facile trovare le parole giuste». Il sacerdote ha poi sottolineato il potere della speranza, che non va mai persa, pensando «all’amore che va oltre e rimane dopo la morte. L’amore che ci ha legati e unito a Debora rimarrà per sempre».
Intanto il piccolo Dante sta bene e presto verrà dimesso dall’ospedale. Mentre va ricordato che nell’esplosione di Torre sono morte altre due persone: Luca Franceschi di 69 anni, ex dipendente della Mover e sindacalista, e la compagna Lyudmyla Perets di 44 anni. Il marito di Debora, Davide, non era nell’abitazione al momento della tragedia. Al termine del funerale, la salma è stata trasferita a Pisa per la cremazione. Le ceneri riposeranno a casa dei genitori Simone e Laura nel paese di Ruosina. Intanto è sempre aperto il conto corrente per sostenere Dante e il papà Davide. Il conto corrente è quello aperto dalla Fondazione Terre Medicee alla Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana - Credito Cooperativo: Iban IT72 C087 2670 2400 0000 0237 641, causale: "Seravezza unita per la famiglia di Debora Pierini".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
