Altopascio, illuminazione ridotta contro l’aumento dell’energia
La sindaca: «Valutiamo azioni efficaci per continuare a erogare servizi»
ALTOPASCIO. Altopascio va verso l’austerity sull’illuminazione pubblica, almeno in certe zone e in certe ore del giorno o, per meglio dire, della notte.
A spiegare i motivi è stata la sindaca Sara D’Ambrosio, con un post su Facebook: «Se nel 2021 di illuminazione pubblica il Comune di Altopascio ha speso circa 335mila euro – ha scritto la prima cittadina –, nel 2022 arriverà a pagarne 590mila, cioè 255mila euro in più. E sto parlando solo della luce dei lampioni stradali, che è una fetta della torta complessiva, a cui dobbiamo per forza sommare l’illuminazione degli edifici pubblici in carico al Comune: facendo questo paragone si vede come nel 2021 la spesa era stata di circa 142mila euro, al 30 settembre 2022 è già di 188mila e stando al costo attuale dell’energia arriveremo a 287mila euro per la fine dell’anno, cioè esattamente il doppio». Ancora, poi, non ci sono «dati certi sul gas, anche se sappiamo che saranno in aumento. Cifre da capogiro. Cifre inverosimili fino a qualche mese fa. Questa sì, la dobbiamo chiamare emergenza e riguarda tutti i Comuni italiani».
D’Ambrosio spiega che «a oggi non sono previsti né calendarizzati aiuti sufficienti a tamponare questa situazione: solo per Altopascio si parla di un contributo governativo di 80mila euro, che è quasi meno di quanto noi da soli prevediamo per i nostri concittadini con il fondo per il caro-bollette. Ed è inutile dire ai Comuni di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per pagarci le bollette, perché con gli oneri ci dobbiamo coprire l’aumento dei prezzi delle materie prime per fare i lavori che vanno a beneficio di tutta la comunità. Sui territori si soffre, inutile negarlo. E si lavora, tanto, per far quadrare i conti. Non abbiamo tempo da perdere dietro alle solite begucce, perché quel tempo, ora più che mai, va impiegato per dare risposte e per trovare soluzioni».
D’Ambrosio assicura che «Altopascio non sta fermi. Abbiamo stanziato ulteriori 650mila euro di risorse proprie dell’ente per far fronte all’aumento dei prezzi delle materie prime (eh già, non ci sono solo le bollette) per poter tornare a gara con la nuova scuola di Badia Pozzeveri in tempi rapidi. Destineremo ulteriori 90mila euro per l’appalto del servizio mensa, perché crediamo fortemente nel progetto delle cucine a scuola, per dare ai ragazzi pasti buoni, e vogliamo continuare a investirci. E così via con gli altri aumenti che ci troveremo a gestire, che abbiamo già gestito e che gestiremo, per continuare a fare i lavori pubblici e per continuare a erogare i servizi. In tutto questo stiamo seriamente pensando di agire con soluzioni efficaci e temporanee sull’illuminazione pubblica, in modo da recuperare un po’ di risorse necessarie. Con l’obiettivo di non pesare sulle tasche dei cittadini e soprattutto per mantenere la stessa qualità dei servizi».
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