Il presidio
«Un elogio all’infanzia, è preziosa». Il “viaggio” di Sonia Bergamasco
L’attrice e autrice sabato in San Francesco con i musicisti Rossi De Re e Battistelli. Lo spettacolo di parole e musica è nato dalla sua raccolta di poesie, “Il Quaderno”
LUCCA. «In verità, in questo spettacolo, c’è la mia infanzia, raccontata, rivissuta in età adulta. C’è la mia visione dell’infanzia nel presente, un viaggio in cui una poesia si riaggancia alla successiva». È questa la matrice dello spettacolo “Il quaderno di Sonia. Appunti lunari e canzoni terrestri” che l’attrice e autrice Sonia Bergamasco porterà dopodomani, sabato 24 ottobre alle 21 nella chiesa di San Francesco, insieme al compositore Fabrizio De Rossi Re e al clavicembalista Fabio Battistelli. E sono, queste, le parole che proprio lei usa per rappresentarlo. Domani, nell’appuntamento conclusivo della rassegna “Canone in verso”, ciclo di incontri tra musica e poesia organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il pubblico lucchese vedrà l’attrice in un ruolo meno noto. Da protagonista di grandi film, come “La meglio gioventù” in cui vestiva i panni della terrorista, a una dimensione più intima, di autrice oltre che attrice.
Sonia Bergamasco, come nasce lo spettacolo che porterà dopodomani a Lucca?
«Nasce da “Il Quaderno”, libro di poesie che ho pubblicato nel 2021 (La Nave di Teseo, ndr). Il titolo dello spettacolo mi è stato suggerito da Fabrizio De Rossi Re, che è un grande amico oltre che un grande compositore, un musicista eclettico. Ho trovato che fosse una proposta giusta per questo concerto di poesia nato con grande naturalezza. De Rossi Re ama molto la poesia e mi aveva chiesto di leggere le mie. Poi lui mi ha proposto di trovare una forma concerto. Ho fatto una selezione delle poesie e su questa selezione lui ha creato un percorso musicale. È una forma di dialogo in parole e musica, lieve e divertito, tra parola parlata e intonata: sono molto orgogliosa di questo lavoro. Ci siamo tenuti stretti a una poesia che privilegia il suono».
Una forma che può dimostrarsi molto efficace verso il pubblico.
«Abbiamo pensato così lo spettacolo perché così ci piaceva. E da subito infatti abbiamo visto che risultava diretto».
Quali i temi ricorrenti in questo suo “viaggio”?
«Ad esempio animali e giochi. Ma anche le forme di poesia sono variegate: dalla filastrocca alla lirica più usuale a una forma di prosa poetica».
La sua prima formazione, musicale con il diploma in conservatorio, ha influito su questo spettacolo?
«Lavoro sempre con molto godimento con i musicisti, mi sento una loro compagna di viaggio. La lingua musicale è la mia prima lingua, la ritrovo sempre in ogni gesto e possibilità espressiva».
Perché ha scelto di dedicare il suo libro, e lo spettacolo, proprio alla sua infanzia, a questa fase della vita?
«Ho sempre avuto grandissimo amore per la scrittura e ho cominciato a scrivere molto presto. Lo sguardo sull’infanzia è uno sguardo sul cuore profondo dell’essere umano, su un punto segnato che dovrebbe sempre rimanere vivo e presente, perché insegna a rigenerarsi, a cambiare ma anche a preservare tutto ciò di prezioso che c’è. Un’infanzia può essere tante cose: può essere non facile, delicata, tortuosa, ma sempre preziosa. Il mio spettacolo è un elogio dell’infanzia».
Qual è il ricordo più bello che lei ha della sua infanzia?
«Il gioco, il sudore sulla pelle quando corri. Questo è il mio ricordo più bello».
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