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Svastiche in una scuola di Porcari: beccati tre minorenni
Raid vandalico all’interno dell’aula di arte della scuola media Enrico Pea a Porcari. Le indagini dei carabinieri hanno permesso di scoprire i responsabili
Porcari Che si trattasse non solo di vandali, ma anche di soggetti che non hanno mai aperto lo di storia, lo dimostravano alcuni dei disegni riprodotti. Non solo per aver cercato di replicare il simbolo di un’ideologia infamante, ma anche perché lo hanno fatto nel modo sbagliato, con i bracci alla rovescia rispetto a quelli della svastica nazista che credevano di aver disegnato. Doppiamente ignoranti insomma. Ma i tre autori del raid vandalico ai danni della scuola media Pea, tutti minorenni, sono stati individuati. A dare l’annuncio è stato, ieri sera, il sindaco Leonardo Fornaciari.
Il raid vandalico era stato scoperto poco più di una settimana fa, l’11 agosto, ma la notizia del danneggiamento non era trapelata, vuoi per non dare agli autori la stupida soddisfazione che possono provare in quest’occasione, vuoi per permettere ai carabinieri di indagare con discrezione. Adesso però i responsabili sono stati individuati.
A raccontare l’accaduto è il primo cittadino: «Era qualche sera fa, esattamente giovedì 11 agosto, quando venni avvisato che qualcuno era entrato nella nostra scuola Enrico Pea. Ero a casa e andai subito a vedere. Trovai sul posto la pattuglia del pronto intervento dei carabinieri. Ignoti erano entrati nell’aula di arte e avevano dato sfogo alle loro doti pittoriche con scarabocchi e svastiche sul pavimento. È passata circa una settimana, abbiamo mantenuto il silenzio e il riserbo ma ora qualcosa posso e voglio dire. Gli ignoti hanno nome e cognome. La bravata estiva si trasformerà ora in qualcos’altro ma chiaramente ad ogni azione corrisponde una reazione a volte uguale e contraria. Sono tre minori. Gli è andata male».
«Voglio dire un grazie sentito all'Arma dei carabinieri nella persona del Maresciallo Andrea Marsili e ai suoi collaboratori – riprende Leonardo Fornaciari – che con abilità e destrezza hanno saputo “pescare” nel posto giusto. Con discrezione ed efficacia. L’ho già detto in passato e lo ripeto ancora: anche se non vedete le divise, anche se sembra che tutto sia tranquillo, anche se sembra di averla fatta franca beh sappiate che non è così. Non dimenticate che abbiamo anche creato un sistema di telecamere assai capillare che fa il suo lavoro. Poi, quando uno meno se lo aspetta, suoneranno al campanello di casa le forze dell’ordine. Avevo chiesto che si facesse tutto il possibile per beccarli perché ritenevo ingiusto che il gesto vandalico rimanesse qualcosa di impunito di cui vantarsi. E così è stato». l
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