Meteo
Vaiolo delle scimmie. Stabili le condizioni del paziente lucchese
L’infettivologo Luchi: «Il caso è sotto controllo»
LUCCA. Vaiolo delle scimmie, le condizioni del 40enne lucchese risultato positivo al virus sono stabili. Nella giornata di ieri non si sono registrate ulteriori positività, ma andiamo con ordine.
L’uomo, di circa 40 anni che venerdì sera è risultato essere il primo affetto dal vaiolo delle scimmie in provincia di Lucca, è monitorato nella sua abitazione. È in isolamento e sottoposto a una cura antivirale. Tra le persone che si stanno occupando del caso c’è il dottor Sauro Luchi, primario del reparto di Malattie infettive ed Epatologia dell’ospedale San Luca. «Il soggetto sta bene – spiega il medico – al momento ha sviluppato la malattia in forma lieve e contiamo che tutto si risolva per il meglio. Si è presentato con un piccolo sfogo cutaneo sul tronco, questo significa che l’infezione è agli inizi. C’è un farmaco per la cura del vaiolo delle scimmie che l’Ema sta valutando, ma al momento non è ancora a disponibile. Usiamo altri farmaci che dovrebbero essere efficaci nel limitare la malattia. Il tutto in attesa che arrivino i vaccini. In ogni caso al momento non ci sono elementi di particolare allarme. Si tratta di una malattia che ha una contagiosità piuttosto limitata e che finora ha mostrato un tasso di mortalità molto basso. Ultimamente in Italia sono emersi diversi casi ma questo avviene sempre quando ci si mette a cercare una malattia».
In ogni caso nella giornata di ieri non sono emersi altri casi sospetti e questa è già una buona notizia. Il “paziente 0” della provincia di Lucca, infatti, ha raccontato di aver avuto dei rapporti non protetti nell’ultima settimana e questo ha fatto pensare che il virus potesse contagiare ancora. Le persone interessate non devono fare niente: non esiste una terapia preventiva. La raccomandazione è quella di osservare un certo isolamento e monitorare le proprie condizioni e presentarsi dal medico ai primi sintomi.
Il vaiolo delle scimmie è una patologia infettiva causata da un Orthopoxvirus, un virus simile a quello che causa il vaiolo (eradicato nel 1980) da cui però si differenzia per minore diffusività e gravità. Nell’uomo la malattia si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea, rigonfiamento dei linfonodi e delle mucose, manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole, piccole croste. Generalmente si risolve spontaneamente in 2-4 settimane con adeguato riposo e senza terapie specifiche. Fino a questo momento la maggior parte dei casi ha avuto sintomi lievi con un decorso benigno. «Tuttavia - conclude l’Iss - il vaiolo delle scimmie può causare una malattia più grave soprattutto in alcuni gruppi di popolazione particolarmente fragili quali bambini, donne in gravidanza e persone immunosoppresse».
Intanto l’Italia ha già acquistate delle dosi di vaccino: nei giorni scorsi sono arrivate le prime 5.300 fiale e altre ne arriveranno nelle prossime settimane. l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
