Il dolore
Auto caduta nel burrone, in tre finiscono a processo
PISTOIA. Al volante della sua Panda rossa, stava tornando a casa, dopo aver trascorso il pomeriggio dedicandosi alla sua passione: cercare funghi.
È stato nel percorrere una stretta strada sterrata nei boschi dell’Orsigna, in provincia di Pistoia, che è avvenuta la tragedia. Nell’affrontare una curva, la sua ruota anteriore sinistra è finita troppo vicina al margine della carreggiata, forse coperto dall’erba alta, e il ciglio ha ceduto, facendo precipitare nel burrone l’auto, che si è arrestata soltanto sul greto sottostante di un torrente in secca, una cinquantina di metri più in basso.
Erano all’incirca le 18,30 del 17 settembre 2020. Per Raffaele Gentilomo non c’era stato niente da fare: il 73enne pensionato quarratino era morto sul colpo.
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Per quella tragedia, la procura di Pistoia ritiene che vi siano delle responsabilità: ha chiesto e ottenuto dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale il rinvio a giudizio dei proprietari di quella parte di bosco, compresa la strada privata che la vittima dell’incidente stava percorrendo, via Casa di Botto, in località La Menta.
Brunero Mei, 64 anni, residente a Bagni di Lucca, Emanuela Mei, 47 anni, residente a Bagni di Lucca, ed Emiliana Mei, 59 anni, residente a Bagni di Lucca, sono accusati di omicidio colposo.
Secondo la procura, avrebbero dovuto far installare nel tratto di strada che costeggia il dirupo una banchina, oppure un guardrail per impedire che qualcuno potesse finire di sotto. Invece, ha sostenuto il pubblico ministero Luisa Serranti davanti al giudice dell’udienza preliminare, non erano state collocate neppure delle adeguate segnalazioni di pericolo, né una sbarra per impedire agli estranei l’accesso a quella strada privata.
I sopralluoghi disposti dalla procura avevano evidenziato che nel tratto dell’incidente la strada (larga circa 3,3 metri) presentava una forte pendenza laterale verso valle e che un semplice muretto parapetto avrebbe potuto arrestare l’auto. E che laddove non c’è spazio per installare delle barriere, sarebbe stato obbligatorio prevedere delle recinzioni colorate per avvertire del pericolo. Per questo si va a processo.
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