Il Tirreno

Lucca

Operato alle gambe l’infermiere ferito nello schianto col parapendio

Pietro Barghigiani
Operato alle gambe l’infermiere ferito nello schianto col parapendio

La prognosi del 28enne di Montuolo precipitato a San Giuliano resta riservata

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LUCCA.  Interventi alle gambe e alla mandibola, ma non alla testa.

È ancora sedato in terapia intensiva il 28enne, residente a Montuolo, rimasto ferito in maniera gravissima nella tarda mattinata di venerdì dopo la caduta con il suo parapendio in località “Campo delle cave” a Orzignano.

La prima preoccupazione dei medici di Cisanello è il trauma cranico contro cui sta combattendo Baldo Matteo Calcara, infermiere a Cisanello e grande sportivo.

Il parapendio è una delle sue passioni.

La pressione sul cervello è sotto controllo e, al momento, non sono ipotizzate operazioni fino a che le terapie farmacologiche riusciranno a tenerla a un livello di guardia. Sono stati, invece, effettuati gli interventi chirurgici per le fratture a entrambi i femori e alla mandibola. L’impatto con il suolo è stato violentissimo.

I primi soccorritori hanno trovato il giovane privo di conoscenza.

Politraumatizzato, tra gambe e costole rotte, e con una lesione cranica importante.

La prognosi resta riservata in una situazione di stabilità che induce alla speranza e che, soprattutto, non mostra finora segnali negativi a livello cerebrale.

Il responsabile della neurochirurgia dell’Aoup è il dottor Gaetano Liberti. «Siamo in grado di assicurare certezza e qualità di cure in una struttura di rilievo nazionale e in ogni specialità 24 ore su 24 – afferma il neurochirurgo – . Ci sono professionisti di elevata competenza ed esperienza organizzati in team multidisciplinari in modo da garantire l’esecuzione in tempo dipendenza. Quindi con la massima tempestività ogni tipo di trattamento medico o chirurgico in qualsiasi momento o condizione».

Cosa possa aver fatto precipitare Calcara ancora non è stato chiarito del tutto. L’ipotesi più probabile, secondo la ricostruzione della polizia municipale, sarebbe la chiusura del parapendio per metà. Un po’ si è riaperto, ma il pezzo chiuso lo ha fatto roteare su sé stesso cinque volte. Calcara ha azionato l’emergenza, ma ormai era a terra. Anteprima di uno schianto che ha costretto l’infermiere con la passione per il volo in un letto della rianimazione a lottare per la vita.


 

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