Raspini è cauto e deciso. Per il ballottaggio guarda al terzo polo
Il candidato del centrosinistra: «Risultato oltre le attese. C’è un calo di affluenza tra i votanti, ma noi cresciamo»
LUCCA. «Un risultato oltre le attese, un buon viatico per il ballottaggio», è la prima considerazione ufficiale, in tarda serata, di Francesco Raspini, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra, supportato da sei liste (Pd, Lucca Futura, Lucca un grande noi, Sinistra con, Lucca Civica - Lucca è Popolare - Volt, Europa Verde). Con circa dieci punti di distacco dall’avversario più forte, Mario Pardini, candidato del centrodestra (all’incirca 43 contro 33 per cento, mentre scriviamo, ndr), Raspini conserva uno sguardo obiettivo e senza trionfalismi.
«Vinciamo in tante sezioni in cui prima andavamo male – è l’analisi di Raspini – ; complessivamente c’è una forbice importante tra noi e il secondo candidato. Questo risultato è frutto di una campagna elettorale di mesi, con la gente e fra la gente, e del duro lavoro dei nostri centottanta candidati sul territorio. Li voglio ringraziare tutti quanti: sono stati loro il nostro valore aggiunto».
E da questa mattina, non un attimo di riposo fino al 26 giugno, giorno del ballottaggio, ma «pancia a terra al lavoro – sottolinea sempre Raspini –. Intanto bisogna portare gli elettori a votare al secondo turno. Vorrei sottolineare che in questa tornata elettorale caratterizzata dal calo di affluenza, il centrosinistra raccoglie molti più voti rispetto a cinque anni fa, il centrosinistra cresce grazie al grande lavoro di tutta la squadra. Non mio, di tutti».
Le dichiarazioni di Raspini arrivano in tarda serata, quando il numero di sezioni scrutinate supera la metà. Con piccole oscillazioni nel corso delle ore, il risultato, via via, conferma i segnali iniziali. Il ballottaggio, comunque, non sarà una prova scontata: se il centrodestra, come è probabile che sarà, si compatterà e diventerà realtà il “matrimonio” politico tra Pardini e il candidato dell’estrema destra Fabio Barsanti, la somma numerica dei consensi ottenuto al primo turno andrebbe ad assediare i voti del centrosinistra nel suo complesso.
E quindi, nel centrosinistra, ci sarà spazio e volontà per apparentamenti? «Siamo aperti a ragionare in modo costruttivo con le forze del campo riformista – è la visione di Raspini –. Siamo aperti a una riflessione sui programmi».
Cauto anche Alessandro Tambellini, sindaco uscente: «Il centrosinistra ha un discreto vantaggio che va conservato. Credo che la chiarezza della proposta sia essenziale perché bisogna andare in una direzione limpida. Mi auguro che centrosinistra risulti vincitore in questa tornata elettorale, abbiamo tante opere in ballo, ma soprattutto un’idea di comunità che tende a fare sì che ognuno sia compreso nella vita di tutti. La delega che abbiamo avuto cinque anni fa e dieci anni fa abbiamo sempre cercato di onorarla. L’assenteismo alle elezioni è un fatto serio, è segno di un distacco pericoloso dalla politica».
Non ha dubbi sulla necessità di una riflessione sui punti programmatici del centrosinistra in vista del ballottaggio Luca Menesini, sindaco di Capannori e presidente della Provincia.
«Serve un’apertura a cittadini e forze politiche – dice Menesini –. Il rinnovamento è fisiologico: questione di competenze, credibilità, capacità e proposte. Credo che sia necessario un ragionamento con il terzo polo e con la Lista Civile con Elvio Cecchini candidato sindaco. Un mondo che mi sorprenderebbe se andasse verso un’alleanza con un centrodestra che include Fabio Barsanti».l
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