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Vendevano eroina “di lusso”, gli arresti dopo il commando in mezzo alla folla
Cinque arresti dopo le indagini scaturite dalla rissa dello scorso agosto in piazza Umberto. Altri due indagati
ALTOPASCIO. Tutto inizia in una calda sera della scorsa estate. È il 13 agosto quando la pace di piazza Umberto ad Altopascio, tra coppie che passeggiano e famiglie ai tavoli dei ristoranti, viene rotta dai rumori e dalle grida di una violenta rissa, con tanto di bottigliate, tra due gruppi. Un’azione di commando vero e proprio, con gli assalitori che fuggendo investono anche un testimone. È da lì che parte l’indagine che nei giorni scorsi ha portato all’arresto di cinque persone (e a misure cautelari meno gravi nei confronti di altre due) per un grosso giro di spaccio incentrato su Altopascio ma con propaggini che arrivavano nel pisano.
L’ordinanza del Gip di Lucca ha portato in carcere quattro tunisini: Aziz Chemkhi (22 anni), Haithem Otay (21 anni), Nabil Otay (31 anni) e Murad Otay (33 anni). Ai domiciliari è finito Mario Liberti, 36 anni di Chiesina Uzzanese. Per altri due tunisini, di 40 e 48 anni è arrivato invece il divieto di dimora nella provincia di Lucca.
Gli uomini della squadra mobile della questura ricostruiscono subito che si è trattato di uno scontro tra tunisini e marocchini (nazionalità del ferito più grave). E – visti anche i precedenti dei coinvolti – capiscono che si tratta di una guerra per la gestione delle piazze di spaccio.
Venivano organizzati quindi appostamenti e si veniva così a scoprire che i tunisini gestivano da anni una strutturata attività di spaccio di cocaina ed eroina in vari punti, opportunamente scelti, del territorio di Altopascio e nelle aree al confine con la provincia di Pisa. Le cessioni iniziavano nella prima mattinata e proseguivano fino a tarda serata, sia nei pressi dell’abitazione di uno degli indagati ad Altopascio, sia in una zona boschiva di confine tra Altopascio e Castelfranco di Sotto, caratterizzata dalla presenza di veicoli in stato di abbandono, utilizzati per operare indisturbati.
Alcuni spacciatori, invece, operavano in altre zone del centro: le cessioni riguardavano sia eroina “normale” sia eroina "thailandese", maggiormente apprezzata dai clienti perché ottenuta attraverso un processo di raffinazione più elaborato.
Dopo mesi di pedinamenti gli investigatori sono riusciti a risalire anche a un altro sodalizio, composto sempre da cittadini tunisini, fornitori del gruppo di Altopascio, attivi nel comune di Cascina, che a loro volta avevano forti collegamenti con altri fornitori nel centro di Pisa.
Gli spostamenti dei componenti del gruppo venivano eseguiti con l’autovettura condotta da Liberti che accompagnava i tunisini sia sul luogo delle cessioni, sia fuori provincia per l’approvvigionamento di eroina e cocaina dai fornitori.
Gli spacciatori erano soliti utilizzare schede telefoniche intestate a prestanomi che scambiavano tra di loro e provvedevano a sostituire dopo brevi periodi di utilizzo. In molti casi erano loro stessi a contattare gli acquirenti, arrivando persino a offrire gratuitamente la sostanza.
Nel corso delle indagini, temendo di poter essere rintracciato, uno dei tunisini si è allontanato dal territorio nazionale raggiungendo la Tunisia, rientrando solo dopo diversi mesi attraverso la frontiera marittima di Genova, continuando a essere monitorato dagli investigatori.
Nei giorni scorsi, uno dei soggetti è stato rintracciato nella prima mattinata a Cesena, a bordo di un'auto a noleggio, mentre le restanti misure sono state eseguite nella provincia di Viterbo, in un’area boschiva impervia all’interno di una tenda, nel comune di Cascina, nei pressi del parcheggio di una grossa catena di supermercati e nelle province di Lucca e Pistoia. Un ultimo indagato, che negli ultimi giorni aveva fatto perdere le proprie tracce, è stato infine rintracciato, nell’ospedale di Pisa, dove era ricoverato.
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