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Le terme funzionano, boom di presenze al Bagno Bernabò

Emanuela Ambrogi
L’interno del Bagno Bernabò (Foto Pistolozzi)
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L’interno del Bagno Bernabò (Foto Pistolozzi)

Tutto esaurito nella prima settimana di stabilimento aperto. Molti i turisti stranieri da Francia, Olanda, Inghilterra e Usa

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BAGNI DI LUCCA. Se esisteva qualche dubbio sull’attrattiva delle cure e dei trattamenti termali, cancellano ogni riserva i tutto esaurito che hanno caratterizzato la prima settimana di riapertura del Bagno Bernabò. È più che soddisfatto Gabriele Ferrari, il nuovo gestore dello stabilimento. L’afflusso è stato continuo e altissimo, non solo da parte dei residenti, ma anche dei turisti stranieri che non fanno mancare le prenotazioni. Sono soprattutto americani, olandesi, francesi e inglesi presenti da giorni sul territorio.

Ferrari prepara tra l’altro una nuova attrattiva, una crema il cui componente principale sarà l’acqua termale, da lanciare anche sul mercato della cosmesi dermatologica: «È in fase di definizione la preparazione di una crema unica, composta al 100% con acque termali. Sogno di farla conoscere sul mercato internazionale. Si tratta di un prodotto dermatologico-cosmetico di alto livello. Bagni di Lucca deve essere conosciuta il più possibile, il suo potenziale è altissimo. Sogno di riportarne il nome nel mondo. La prima risposta da parte degli utenti è stata buona, sono davvero tante le persone che sono venute e hanno prenotato già dal primo giorno di apertura. Sono rimasto colpito favorevolmente dalla disponibilità dei residenti, dei commercianti e degli artigiani. Ci siamo trovati in sintonia da subito, abbiamo ricevuto cordialità e gentilezza, un buon inizio».

Allo stabilimento Bernabò è possibile fare diversi tipi di trattamenti: bagni e massaggi, cure termali, anche specifiche come i fanghi. Si può fare anche la grotta a 50 gradi. Ma occorre l’autorizzazione del ministero e della Regione per ottenere l’accreditamento Asl e il permesso di usare l’acqua termale per le cure. Alle le autorizzazioni già ottenute dopo lunghe analisi, sta per arrivare anche la convenzione con l’Asl, in modo che i pazienti possano usufruire dei trattamenti per patologie come la psoriasi. Direttore sanitario, figura indispensabile per poter praticare cure termali, è il dottor Serafino Viviani di Bagni di Lucca.

I frequentatori hanno a disposizione sei vasche, più quella ottagonale (tutte in marmo) per fare diversi tipi di bagni. Ferrari è già gestore degli stabilimenti termali di Cervarezza Terme, in provincia di Reggio Emilia: «Lì abbiamo un tipo diverso di acqua, è più fredda. Per questo motivo alla fine di ottobre chiudiamo. Pensavamo da tempo a un tipo di esperienza diversa, in Toscana, con acque termali calde. Ma non è così facile come si può immaginare. Arrivare all’obiettivo ha voluto dire compiere un percorso molto lungo. Ho iniziato l’iter burocratico nel 2018. Sono necessari gli esami delle acque che devono essere fatti nelle quattro diverse stagioni. Le pratiche dalla Regione passano al ministero della Sanità per essere controllate con analisi da parte di un comitato etico che si riunisce a Roma ogni 5-6 mesi. Il responso è basato sulle referenze di un professore che certifica la possibilità di utilizzo. Dopo torna tutto alla Regione. Poi alla Asl che deve decidere per l’accreditamento. Occorrono mesi per compiere l’intero percorso. Nel nostro caso c’è stata anche la battuta di arresto imposta dalla pandemia».

È stata proprio una ragazza di Bagni a mettere Ferrari in contatto con la realtà delle terme sopra la Lima: «Era venuta alle nostre terme a Cervarezza dopo una gara fatta in bicicletta col marito. È stata lei a parlarmi di Bagni di Lucca, mi farebbe piacere poterla rivedere e ringraziarla per la preziosa informazione».

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