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Il saluto dadaista nel cimitero mette in allarme i cittadini

Il saluto dadaista nel cimitero mette in allarme i cittadini

Seconda commemorazione per il videoartista Giacomo Verde: arriva la polizia. Gli organizzatori: «Lui voleva così, mai visti tanti sorrisi in un camposanto»

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lucca. È la seconda volta che accade. Due, come gli anni passati dalla morte di Giacomo Verde, uno dei più importanti videoartisti italiani, scomparso a 64 anni di età nel 2020. Lunedì scorso, così come era avvenuto il 2 maggio 2021, amici, colleghi e parenti si sono ritrovati nel cimitero di Ponte San Pietro, dove Verde è stato sepolto.

Una commemorazione di tipo “reodaista”, secondo il collettivo Dada Viruz. Quindi non una preghiera, che una vera e propria performance con l’utilizzo di oggetti “inconsueti” per un cimitero (come un carrello della spesa e una serie di “pappagalli” da ospedali) e canzoni del “coro intergalattico”.

Una celebrazione che non a tutti è piaciuta. In particolare ad alcuni abitanti della zona, che allarmati da quanto accadeva hanno scritto numerosi post su Facebook e hanno anche chiamato le forze dell’ordine. Sul posto è arrivata una volante della polizia che ha parlato con i partecipanti non contestando loro alcunché.

«Lo abbiamo fatto perché il nostro amico e compagno ci ha ordinato così nelle sue ultime volontà – spiega il collettivo Dada Viruz –. Giacomo Verde per il secondo anno è stato onorato in modo reodaista ma per qualcuno quei riti erano blasfemi se non addirittura satanici. Naturalmente tali accuse hanno fatto sorridere gli artivisti e i parenti che erano sulla tomba dell’inventore del teleracconto. Qualcuno ha detto: “Questo cimitero non ha mai visto così tanti sorrisi.” Frase che a noi piace tantissimo, perché chi lo ha detto, poi, che il cimitero deve essere solo un luogo di pianto e disperazione?».

Giacomo Verde, che due anni fa fu sconfitto da una tremenda malattia, era nato in provincia di Napoli ma cresciuto in Toscana, diplomandosi all’Istituto d’Arte di Firenze. Da metà anni Settanta, la sua carriera artistica si era sviluppata tra musica, animazione e teatro di strada, approdando negli anni Ottanta alla videoarte, in cui era divenuto uno dei massimi esponenti a livello italiano e internazionale. Autore di operazioni incentrate sull’utilizzo della tecnologia “povera”, Verde ha realizzato nella sua carriera numerose tecno-performance, installazioni, laboratori, arrivando, nel 1989, a realizzare H & Gtv, il suo primo tele-racconto, ispirato alla fiaba Hansel e Gretel, unione dei linguaggi di narrazione, micro-teatro e ripresa in diretta. Dal 1998 si era trasferito a vivere a Lucca. Fra i suoi lavori più celebri, nel 2001, il video “Solo limoni”, documentazione videopoetica in 13 episodi sull’anti G8 di Genova.

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