Il Tirreno

Lucca

l’evento 

In migliaia in piazza Aldo Moro al concerto del Primo Maggio

Luigi Spinosi
In migliaia in piazza Aldo Moro al concerto del Primo Maggio

Dopo due anni di stop il meteo incerto non ha frenato la voglia di stare insieme A chiudere la serata una straordinaria esibizione di Max Gazzè, vero trascinatore

3 MINUTI DI LETTURA







CAPANNORI. La voglia di cantare, ballare, stare insieme, dopo due anni di isolamento, era tanta, e domenica è finalmente esplosa in piazza Moro. Una folla come non si era mai vista, nemmeno negli appuntamenti precedenti, ha salutato il ritorno del Concertone del Primo Maggio in piazza, promosso dall’amministrazione comunale in collaborazione con la Regione Toscana e la Leg Live Emotion Group.

Impossibile stabilire il numero esatto dei partecipanti (l’ingresso era gratuito e quindi non si potevano conteggiare i biglietti), ma l’ordine di grandezza era quello delle migliaia di persone, con una piazza piena, questo nonostante un tempo incerto e una breve passata di pioggia, che per qualche attimo hanno fatto temere il peggio agli organizzatori. Invece, paradossalmente, anche il meteo ballerino ha probabilmente dato il proprio contributo alla partecipazione, portando in piazza – una volta che il cielo si è finalmente aperto – tante persone che altrimenti avrebbero deciso di fare la classica gita fuori porta. Così, grazie a un programma in grado di andare incontro a tutte le generazioni, la piazza si è andata via via riempiendo, fino a raggiungere il suo culmine nel tardo pomeriggio. Con un ritardo di circa un’ora rispetto al programma (proprio a causa del maltempo) è stato Riki ad aprire la serie di esibizioni introdotte dalla presentatrice Giorgia Vecchini. A lui sono seguite poi le performance degli Animeniacs Corp e quella di Folcast. Sul palco, tra un’esibizione e l’altra, sono saliti anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali (Giacomo Saisi, segretario Uil Area Nord Toscana, Maria Rosaria Costabile, segretario Confederale Cgil Lucca, e Simone Pialli, segretario di Fisascat Cisl) per parlare del tema lavoro, e delle tante questioni aperte sul tavolo in questo momento.

Prima dell’esibizione più attesa, quella del cantautore Max Gazzè, c’è stato anche il saluto delle autorità, con la presenza sul palcoscenico del sindaco Luca Menesini, il quale accompagnato da tutta la giunta di Capannori, ha festeggiato il ritorno a una piazza finalmente piena. Nell’occasione c’è stato anche l’intervento dell’assessora regionale al lavoro Alessandra Nardini, che ha ricordato, come fatto dai sindacati, il significato profondo della giornata, insistendo in modo particolare sulle questioni della sicurezza, dell’occupazione giovanile e dei diritti di genere, e non sono mancati riferimenti allo spettro che si aggiura sulle nostre teste in questo periodo, quello della guerra. Uno spettro che è realtà a pochi chilometri da noi. A rappresentare i valori che accompagnavano questa giornata anche i numerosi stand presenti ai lati della piazza: quelli dei sindacati, ma anche quelli delle associazioni di volontariato e degli organismi impegnati nel sociale.

Poi, attorno alle 19, l’arrivo di Max Gazzè, protagonista di un concerto in crescendo. All’inizio, come dichiarato dallo stesso artista («Siamo al secondo concerto a parte le prove») è servito un po’ di Tempo, tra una canzone e l’altra per oliare i meccanismi della band, ma brano dopo brano, quei meccanismi si sono oliati e Gazzè e il suo gruppo hanno scaldato il pubblico proprio mentre attorno calavano il sole e la temperatura, fino ad arrivare a un finale esplosivo, in cui tutti – dai bambini ai nonni – ballavano sotto la spinta di quel calore musicale. Poi, dopo due ore di grande performance, anche con un calembour sul nome del paese, tra Capannòri o Capànnori, si è chiusa la festa. Una chiusura che però ha il sapore della ripartenza.

La musica, per citare lo stesso Gazzè, può fare anche questo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino