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Lucca

Imprenditore morto in ospedale, la perizia scagiona i medici

Pietro Barghigiani
Imprenditore morto in ospedale, la perizia scagiona i medici

Bagni di Lucca, i consulenti della Procura escludono negligenze durante intervento e cure 

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BAGNI DI LUCCA. Nessuna negligenza riscontrata a carico dei medici delle tre strutture sanitarie in cui il paziente è stato seguito. E assenza di comportamenti che possano, quindi, ricondurre a una qualsiasi forma di colpa medica tale da aver contribuito al decesso del ricoverato.

I consulenti della Procura, i professori Margherita Neri e Gabriele Anania dell’ateneo di Ferrara, impiegano 122 pagine nella perizia depositata sul tavolo del magistrato Lydia Pagnini per sollevare da ogni responsabilità i cinque medici indagati per omicidio colposo a seguito della morte dell’imprenditore Giovanni Riani, 71 anni, di Bagni di Lucca.

Un’iscrizione sul registro degli indagati necessaria per consentire le dovute forme di tutela legale nei confronti dei camici bianchi nella fase delle indagini preliminari.

La consulenza nella sintesi finale esclude qualunque responsabilità imputabile ai cinque indagati nel decesso dell’imprenditore spirato a Cisanello il 19 settembre.

Ora spetta al magistrato decidere se chiedere l’archiviazione per i cinque (due medici di una clinica privata di Lucca, due del San Luca di Lucca e uno di Cisanello gli ultimi tre difesi dagli avvocati Tiziana Mannocci, Marco Meoli e Patrizio Pugliese) o procedere con una richiesta di rinvio a giudizio.

Nei casi di presunta colpa medica le consulenze sono la bussola che orienta le scelte di Procura e Tribunale.

Riani, titolare della Riani Srl, azienda di Borgo a Mozzano leader nella produzione di carta da imballaggio e vaschette di plastica per alimenti, era arrivato a Pisa dopo un primo ricovero al San Luca di Lucca, anticipato da un intervento chirurgico eseguito in una clinica privata lucchese.

L’operazione era stata programmata per un’ernia, ma l’esito dell’intervento aveva evidenziato dei postumi seri e imprevisti. Di qui il ricovero al San Luca e poi a Pisa dove la situazione si era aggravata. Dal sanguinamento della ferita fino all’embolia fatale.

L’esito dell’autopsia sulla salma di Riani, secondo la consulenza che è stata commissionata dell’accusa, non avrebbe evidenziato anomalie nei tre ricoveri a cui era stato sottoposto Riani. E la conseguenza è quella che non esisterebbe un nesso causale tra le presunte negligenze contestate ai medici e il decesso del paziente.

I familiari della vittima si sono affidati all’avvocato Carlo Bonzano.



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