Riapre per i due giorni del Fai la chiesa di Sant’Alessandro
Fu chiusa al culto e alle visite nel dicembre del 1997 per gravissimi problemi strutturali Dopo i lavori all’impianto elettrico potrà essere di nuovo utilizzata dalla comunità
L'EVENTO
È chiusa da oltre 24 anni. Per l’esattezza dal 15 dicembre del 1997, quando l’allora parroco monsignor Giuseppe Andreazzi, dopo il sopralluogo dei Vigili del fuoco che segnalarono problemi di staticità, fu costretto a serrare i battenti della chiesa di Sant’Alessandro. Oggi il luogo di culto incastonato nel centro storico, tra via Vittorio Emanuele e via San Paolino, tornerà a essere visitabile per un’apertura straordinaria: la chiesa, infatti, è stata inserita tra i tesori della penisola delle giornate di primavera che il Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, organizza per domani, sabato 26 e domenica 27 marzo.
La chiesa appartiene alla diocesi e, prima della parrocchia unica del centro storico, formava quella di Sant’Alessandro, San Paolino e San Michele. Poi la chiusura, dopo che un crollo di parte dell’intonaco sopra il portale aveva spinto il parroco a chiedere l’intervento dei Vigili del fuoco. Da quel momento la chiesa è stata praticamente interdetta al pubblico e nel corso dei decenni sono stati effettuati i lavori di risanamento statico, ormai terminati (anche se c’è da sistemare l’impianto elettrico). Questo potrebbe far pensare anche a un futuro utilizzo, dopo la riapertura straordinaria del prossimo weekend. anche se difficilmente sarà a scopo di culto.
Piuttosto, come spiega il parroco del centro storico don Lucio Malanca, ci si muovera sulla base di due considerazione: «Bisogna ricordare che si tratta del più antico edificio ancora integro della città. E che appartiene alla comunità dei cristiani, a sua volta la più antica di Lucca. Ecco, partiremo da qui per tracciare il futuro della chiesa».
Il più antico edificio della città arrivato integro fino a noi, dunque. La storia di Sant’Alessandro affonda le radici a poco dopo l’anno Mille: fu infatti realizzata alla metà dell’XI secolo, inglobando una chiesa ancora precedente. Si tratta di un romanico così puro da essere preso a modello da parte degli studiosi di storia dell’arte. Nel 1071 Alessandro II, papa e vescovo di Lucca come Anselmo da Baggio, vi fece trasferire da Roma il corpo di Sant'Alessandro I, occasione in cui fu costruita la cripta oggi interrata. La traslazione del corpo testimoniò il legame strettissimo che il pontefice aveva mantenuto con la città e la considerazione che nutriva per l'antico predecessore dal quale aveva tratto il nome. Il corpo fu successivamente spostato dalla cripta (ora interrata) nell’altare maggiore. Al 1840 risale un importante restauro della chiesa, voluto dal Duca Carlo Lodovico: gli interventi vennero diretti con sensibilità da Lorenzo Nottolini, mentre Michele Ridolfi dipinse l'abside.
Sabato e domenica le visite (super green pass obbligatorio)sono previste in vari turni dalle 10.30 alle 17.30. Accompagnamento musicale della violinista Benedetta Mignani. Musiche di P. se Sarasate, C. Saint-Saëns, F. Mendelssohn, J.S. Bach. È richiesta la prenotazione del turno di visita sul sito faiprenotazioni.fondoambiente.it. Oltre alla chiesa, si potrà visitare anche il piccolo giardino un tempo adibito a orto.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
