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Arborea: in Regione il caso San Ginese

Arborea: in Regione il caso San Ginese

Domani il faccia a faccia tra azienda e sindacati su chiusura e licenziamenti, tante le prese di posizione dal mondo politico

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CAPANNORI. Si svolgerà domani il primo faccia a faccia, e sarà in presenza come richiesto dal sindacato, tra azienda e rappresentanti dei lavoratori, per l’apertura della procedura di licenziamento di tutti i 26 dipendenti dello stabilimento ex San Ginese, rilevato nel 2018 dalla società sarda Arborea 3A. Stabilimento che, restando così le cose, è destinato a cessare ogni attività.

Intanto sono molte le reazioni del mondo politico e istituzionale alla lettera del 31 gennaio, con cui l’azienda annunciava i licenziamenti. La prima è quella del presidente della Provincia e sindaco di Capannori Luca Menesini che ieri ha chiesto la convocazione immediata del tavolo regionale di crisi: «L’atteggiamento di Arborea 3A è inaccettabile nei tempi e nei modi senza che vi sia stato un percorso preventivo per la tutela del lavoro e della produzione – dichiara Menesini – l’azienda è stata accolta nel nostro territorio per il suo progetto di investimento e sviluppo finalizzato al mantenimento del sito produttivo, dell’occupazione, della filiera del latte e dello storico marchio San Ginese. L’abbandono repentino del progetto e la conseguente scelta di chiusura dello stabilimento pone un grave problema per il lavoro di 26 addetti e le loro famiglie, che non può essere accettato. Per questo ho chiesto alla Regione di attivare con urgenza il tavolo di crisi per espletare tutte le possibili azioni per scongiurare questo percorso. Avevamo già espresso le nostre preoccupazioni e riserve nel 2020, quando fu scelto di cessare l’approvvigionamento dai produttori locali, e in questi anni, insieme alle categorie, abbiamo seguito la vicenda degli allevatori che hanno nel frattempo individuato nuove soluzioni. Ma in quell’occasione fu salvaguardata sia la produzione che il lavoro. Occorre lavorare in questa direzione individuando tutti gli strumenti per consentire il mantenimento di questa unità produttiva. Chiediamo all’azienda di sedersi al tavolo regionale con disponibilità per collaborare all’individuazione di soluzioni che diano continuità a produzione e lavoro. Noi siamo dalla parte dei lavoratori e delle loro famiglie».

Tra i molti interventi anche quello del presidente dell’area lucchese di Confesercenti Francesco Domenici, che esprime solidarietà ai lavoratori dell’Arborea 3A, e definisce inacettabile la decisione di chiudere il sito di Capannori «in questo momento in cui tutti stanno cercando di uscire con fatica dalla pandemia e inaccettabile anche nei modi, perché il licenziamento arriva senza alcun preventivo passaggio e quindi senza aver eventualmente concordato soluzioni alternative». Ma tutto il mondo politico si è mobilitato, con la richiesta di iniziative a livello regionale e locale, con gli interventi del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi e del consigliere comunale di FdI Matteo Petrini, del coordinatore di Italia Viva Lucca Alberto Baccini e dell’esponente dei Riformisti per Lucca Viva Francesco Colucci, dei consiglieri regionali del Pd Valentina Mercanti e Mario Puppa, e dei capigruppo della Lega in Regione Elisa Montemagni e in Comune Salvadore Bartolomei (il quale chiederà la convocazione di un cosniglio comunale straordinario sulla vicenda). Una delegazione del Pd capannorese infine ha incontrato ieri mattina i lavoratori dello stabilimento Arborea, durante il quale «sono emerse anche problematiche derivanti da scelte aziendali non proprio felici e troppo spesso calate dall’alto. Ma nonostante questo il fatturato dell’azienda continua a essere di tutto rispetto, come le professionalità presenti che non possiamo permetterci di disperdere».

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