Il Tirreno

Lucca

L’indagine  

Pediatra si teneva i soldi dei pazienti

Pietro Barghigiani
Pediatra si teneva i soldi dei pazienti

Ex medico del Santa Chiara di Pisa imputato per peculato. Le visite non passavano dal Cup, contestati 40mila euro

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LUCCA. Alle visite dal pediatra al Santa Chiara tutto era regolare, anche se mancava un passaggio. I genitori dei piccoli pazienti non passavano dal Cup. Andavano direttamente dal medico che incassava il pagamento ignorando di girare all’Aoup la quota spettante per l’intramoenia.

In pensione da qualche mese dall’Azienda ospedaliera, ma ancora in servizio come pediatra convenzionato con l’Asl ad Altopascio, per il dottor Graziano Cesaretti, 64 anni, di Camigliano (Capannori) la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di peculato. Centinaia di visite a pagamento di cui non sarebbe rimasta traccia nelle casse dell’Aoup. Soldi versati dai genitori dei piccoli pazienti che il medico, in forza del rapporto di intramoenia con l’Azienda ospedaliera, avrebbe dovuto girare in quota parte al datore di lavoro che gli metteva a disposizione sede, personale e attrezzature sanitarie. Per l’accusa quel denaro è rimasto nelle tasche del dirigente ospedaliero.

Pediatra con specializzazione in endocrinologia e diabetologia, l’ex dirigente medico dell’Aoup era finito nel radar della Guardia di finanza dall’estate 2018. Secondo le contestazioni del sostituto procuratore Miriam Pamela Romano il medico avrebbe ricevuto i genitori dei bimbi al Santa Chiara come libero professionista. Cesaretti svolgeva attività in intramoenia e come “privato” avrebbe visitato i piccoli pazienti. Solo che la legge prevede il versamento di una quota all’Aoup in caso di libera professione se si usano locali e personale pubblici. Un passaggio che per l’accusa il dottor Cesaretti – stimatissimo e conosciuto medico del Capannorese – avrebbe omesso trattenendo per sé l’intero importo della prestazione professionale.

Di qui il reato di peculato considerando la sua condizione di pubblico ufficiale. I casi contestati da fiamme e gialle e procura della Repubblica di Pisa sono centinaia. Messi in fila e documentati dai finanzieri che hanno sentito i genitori ricostruendo visite e pagamenti, molti dei quali, per l’accusa, non sarebbero tracciati. La somma che per la Procura della Repubblica il pediatra non avrebbe girato all’Aoup si aggira tra i trentacinque e i quarantamila euro. L’inchiesta ripercorre nella sua genesi vicende analoghe avvenute in passato con medici in servizio in ospedale protagonisti di comportamenti poi sfociati in denunce, processi e condanne. Il contesto è quello degli specialisti che svolgono la libera professione nelle strutture dell’Azienda ospedaliera. Una quota delle tariffe per le prestazioni effettuate nella veste di privato va versata all’ospedale.

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