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A Ponte a Moriano entra in servizio un medico di famiglia

A Ponte a Moriano entra in servizio un medico di famiglia

Dopo il pensionamento della dottoressa Saveria Adami Asl e Comune sono riusciti a trovare subito una soluzione

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LUCCA. Entra in servizio un nuovo medico di medicina generale (medico di famiglia) a Ponte a Moriano. È quanto emerso ieri mattina durante la riunione che si è svolta a Palazzo Parensi fra la consigliera delegata alla sanità Cristina Petretti, l’assessore Francesco Raspini, il presidente dell’Ordine dei medici Umberto Quiriconi, Marco Farné dell’Asl nord ovest, il farmacista Alessandro Pellegrini e una rappresentanza di cittadini di Ponte a Moriano.

Dopo il pensionamento della dottoressa Maria Saveria Adami circa 1.500 persone della popolosa frazione di Lucca erano rimaste senza medico di base e l’altro medico presente con un ambulatorio a Ponte a Moriano non avrebbe potuto accoglierli obbligando i cittadini a recarsi ad ambulatori situati in gran parte nel capoluogo.

Ma il dottor Farne ha potuto annunciare la novità un medico disponibile a sostituire in tutte le funzioni, anche quelle del coordinamento di medicina di comunità con gli altri medici del territorio, la dottoressa Adami: nel pomeriggio un nuovo medico, la dottoressa Cristina Del Francia, ha accettato ufficialmente l’incarico ed entrerà in servizio in un ambulatorio a Ponte a Moriano a partire da lunedì 17 gennaio.

«Ci siamo immediatamente attivati per confrontarci con Asl nord ovest e trovare una soluzione a questo problema che colpiva così tanti cittadini – hanno dichiarato l’assessore Raspini e la consigliera Petretti – il medico di medicina generale rappresenta un insostituibile presidio della sanità e, grazie al coordinamento con tutti i soggetti interessati, è stato possibile intervenire velocemente».

«Questo metodo di lavoro – prosegue i due – che parte dall’ascolto dei cittadini, si è dimostrato efficace e lo metteremo in campo per prevenire i problemi o cercare di risolverli non appena si manifestano perché la sanità territoriale, come sappiamo, rappresenta un settore particolarmente delicato dell’amministrazione pubblica e l’esperienza della pandemia ha messo a nudo proprio la necessità di maggiori risorse umane e finanziarie per coprire adeguatamente il fabbisogno dei servizi più vicini ai cittadini».

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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