Il presidio
Nel privato le assenze al 10% Cgil: «Ora l’obbligo vaccinale»
Per Rossano Rossi è opportuno aumentare il ricorso allo smartworking Bindocci (Uil) vede più rischi con l’autogestione crescente
LUCCA. Le problematiche che si stanno verificando sui luoghi di lavoro del pubblico e del privato interessano da vicino anche i sindacati. «Nelle amministrazioni pubbliche sta giustamente aumentando il ricorso allo smartworking – spiega Rossano Rossi, segretario generale della Cgil in provincia di Lucca – e per questo auspichiamo che vengano destinate nuove risorse a questa voce. In sanità, invece, piove sul bagnato: le assenze dovute al Covid cominciano a essere pesanti anche perché parliamo di lavoratori particolarmente esposti al rischio di contagio. Vanno a sommarsi a carenze in organico che denunciamo già da anni e che stanno mettendo in crisi l’intero sistema della sanità pubblica. Nel privato le cose sembrano andare un pochino meglio anche se qui il ricorso allo smartworking è per forza di cose più limitato, in particolare in un settore produttivo come quello delle cartiere. I dati del nostro territorio sono in linea con quelli nazionali: nel pubblico siamo attorno al 15 per cento delle assenze per Covid, mentre nel privato ci si aggira sul 10 per cento, o addirittura qualcosa meno. Ma le medie in questi casi non dicono granché perché in un’azienda può capitare un cluster con diversi contagiati e in altre invece possono essere tutti al lavoro. Di certo al momento non ci sono stati segnalati grossi focolai, ma è chiaro che la situazione è in evoluzione e va valutata giorno per giorno. In questo quadro a nostro avviso – conclude il segretario generale della Cgil – è quantomai necessario arrivare il prima possibile a istituire l’obbligo vaccinale».
Preoccupazione viene espressa ance da Massimiliano Bindocci, segretario regionale della Uilcom: «Gli organici sono corti in questi giorni – dice – e per mantenere attive le linee c’è il rischio che alcune cartiere abbassino la guardia sui controlli e sul rispetto delle normative anti-Covid. Un rischio ancor più concerto ora che l’Asl è in difficoltà, il tracciamento è saltato e anche tamponi e provvedimenti di quarantena sono in ritardo di giorni. Tutto viene lasciato alla responsabilità del singolo che non appena si rende conto di avere sintomi sospetti o scopre di essere entrato in contatto con un positivo, deve rimanere a casa. Si fa tutto in una sorta di autoregolamentazione ma così le aziende possono forzare la mano, invitando il lavoratore che di fatto non ha alcun provvedimento dell’Asl, a venire ugualmente al lavoro. “Basta che tu porti la mascherina”. C’è chi anche chi si calcola per conto proprio la quarantena. Ecco, io vedo il rischio di un allentamento delle precauzioni e in questa fase mi sembra molto rischioso abbassare la guardia».
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