Il Tirreno

Lucca

L’allarme di coldiretti 

Prenotazioni congelate negli agriturismi della provincia di Lucca

Prenotazioni congelate negli agriturismi della provincia di Lucca

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. L’avanzare dei contagi e le nuove restrizioni hanno congelato le prenotazioni negli agriturismi della Lucchesia per Capodanno e per il ponte della Befana. Il cauto ottimismo di appena sette giorni fa sta lasciando gradualmente spazio all’incertezza. A dirlo è una stima di Coldiretti Lucca che parla di «situazione in evoluzione» nelle 230 strutture autorizzate a livello provinciale.

«Gli effetti delle crescenti preoccupazioni per le conseguenze della variante Omicron e l’alto numero dei contagi stanno portando in molti casi a disdette. Le strutture che offrono pernottamento sono quelle che soffrono di più, va meglio per le strutture che propongono ristorazione – spiega Francesca Buonagurelli presidente di Terranostra Lucca – disdette e mancate prenotazioni sono legate in parte all’obbligatorietà di presentare il green pass per accedere alle strutture, e in misura maggiore al crescente tasso di positività e alle quarantene preventive che praticamente stanno condizionando la normalità di moltissime famiglie. Confidiamo molto nel turismo di prossimità che si è rivelato, anche recentemente, fondamentale per la sopravvivenza delle nostre strutture».

Spinti dalla voglia di festeggiare fuori casa senza rinunciare alla maggiore sicurezza garantita delle strutture di campagna, con dimensioni più contenute e un minor numero di posti a tavola che riducono il rischio di assembramenti e contagi, per ora il cenone in agriturismo, tra prodotti tipici e tradizione, regge all’urto di Omicron. A pagare il prezzo più salato sono – sottolinea Coldiretti – le strutture impegnate nell’alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir con la cancellazione di molti eventi legati al Capodanno nelle località turistiche, a partire dalle tradizionali feste in piazza. In montagna gli effetti si fanno però sentire sull’intero indotto delle vacanze, dai rifugi alle aziende agricole con le attività di allevamento e coltivazione che garantiscono le forniture alimentari.

«Proprio dal lavoro di fine anno dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che – conclude la presidente Buonagurelli – svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento. In questo momento storico viviamo alla giornata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino