Il Tirreno

Lucca

Farmacie prese d’assalto per fare i tamponi Covid

Luigi Spinosi
Farmacie prese d’assalto per fare i tamponi Covid

All’origine del boom di richieste c’è soprattutto il timore di aver contratto il virus Ingrosso: «In media risulta positivo il dieci per cento dei test che facciamo»

3 MINUTI DI LETTURA





Luigi Spinosi

LUCCA. Gli effetti fortunatamente non stanno arrivando sino agli ospedali, ma sul territorio la quarta ondata Covid si avverte eccome. A subirla sono soprattutto i primi presidi sanitari di riferimento, come i medici di famiglia, quelli della continuità assistenziale e i farmacisti.

In questi giorni, parallelamente al drastico aumento dei contagi, è cresciuta in modo esponenziale anche la richiesta di tamponi, con file alle farmacie e difficoltà a trovare posti liberi ai laboratori di analisi. Anche con casi curiosi, come quello avvenuto a Santo Stefano in una farmacia del Capannorese, dove, tra pazienti che il tampone lo avevano prenotato e altri che si erano presentati senza alcun preavviso, si erano scaldati gli animi, al punto che sono stati chiamati i carabinieri per riportare la calma. Questo perché nuove categorie di richiedenti si sono aggiunte a quella classica di chi, pur di non vaccinarsi, utilizzava il tampone come alternativa al Green Pass per poter andare al lavoro e per poter continuare ad avere una vita sociale.

«Siamo parecchio sotto pressione – conferma Salvatore Ingrosso, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Lucca e titolare della farmacia Novelli a Ponte San Pietro – le richieste sono elevate e le postazioni sono letteralmente prese d’assalto. A essere cambiato è il quadro. Non dobbiamo più far fronte solo al caso classico, ossia quello delle persone che fanno il tampone per poter avere il Green Pass momentaneo. Insomma, non c’è solo chi si fa il tampone “prima”, per potersi muovere liberamente. Adesso, e sono in tanti, c’è chi fa il tampone “dopo”, per verificare di non aver preso di Covid».

Una verifica che riguarda tutti, visto che il vaccino, pur limitandone le conseguenze, non protegge al cento per cento dal virus. Quindi anche chi è a posto con i vaccini non si sente completamente protetto. Ci sono poi da aggiungere quelli che un tempo venivano letti come banali sintomi influenzali, e caratteristici di questa stagione ma che ai giorni nostri fanno comprensibilmente scattare un campanello di allarme. Ed ecco che la richiesta di controlli si impenna.

Una richiesta che, alla prova dei fatti, si sta rilevando giustificata: «Si ha la percezione che il Covid sia molto diffuso – riprende infatti Ingrosso – solo stamani (ieri mattina per chi legge ndr) dai tamponi che abbiamo fatto abbiamo riscontrato 15 positivi. In questo periodo stiamo viaggiando su una media di oltre il 10 per cento di tamponi positivi». Insomma, non è semplice fobia, la diffusione del virus è una realtà, con tutto quel che ne deriva a cascata, sotto forma di nuove positività e di ulteriori tamponi per tutte le persone che sono venute a contatto con le stesse. «Il fatto che le farmacie siano così diffuse sul territorio ne fa il primo riferimento per i cittadini – conclude Ingrosso – e noi stiamo vivendo un momento critico, anche perché quest’attività si va ad aggiungere a quelle che dobbiamo fare abitualmente. Forse ci sarà da aspettare la fine delle feste per tornare a una parvenza di normalità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera