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Durante i lavori rispunta la lapide originaria della sepoltura

Durante i lavori rispunta la lapide originaria della sepoltura

La targhetta di marmo era coperta da un rivestimento dietro il pianoforte 

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la storia

Si può credere o meno alle coincidenze. Ma di sicuro ce ne sono alcune che non possono colpire. Prendiamo la giornata di oggi, ad esempio. È il 22 dicembre, data della nascita di Giacomo Puccini, nel 1858. E ieri – giusto 24 ore prime – nella villa di Torre del Lago è emerso un recperto storico. Durante alcuni lavori di ristrutturazione, infatti, è emersa quella che dovrebbe essere la lapide originaria della sepoltura del Maestro, il cui corpo si trova nella cappellina.

Il ritrovamento è avvenuto alle spalle del pianoforte di Puccini, durante la sistemazione del rivestimento in perlinato del basamento. Una semplice lapide di marmo, con la scritta “Giacomo Puccini” e le date di nascita e di morte, 1859 e 1924.

Non è la prima volta che la stupenda villa di Torre del Lago, amatissima dal compositore che la lasciò soltanto dopo lo sfregio ambientale compiuto dalla centrale a torba, regala scoperte simili. Nell’estate scorsa, infatti, era emerso un bellissimo ciclo di decorazioni a tempera, sino ad allora nascosto dalla sete che ricoprono le pareti della sala al piano terra chiamata dallo stesso Puccini “Omnibus”, dove componeva e riceva gli amici. Le decorazioni si trovavano nella fascia tra il soffitto a cassettoni e le finestre. Vi sono raffigurati dei soggetti marini: sul fondo verde oliva spiccano dei coralli dalla vivace colorazione rosso mattone e delle carpe dal corpo bianco puntinato e il muso scuro. Una pittura che rispecchia il gusto che aveva Puccini per i temi legati al Giappone e che ricorda soggetti trattati dall’amico Galileo Chini e che possiamo vedere su alcuni dei suoi vasi o ceramiche. Plinio Nomellini, che aveva seguito la costruzione e la decorazione della casa con Puccini e Chini, aveva dipinto delle figure intere sulle pareti, ma le carte dell’archivio ci dicono che purtroppo si sciuparono a causa dell’umidità. Le decorazioni, spuntate dietro ai pannelli di tessuto, si collocano presumibilmente tra il 1905 e il 1910, successive a quelle di Nomellini, ne è stata trovata testimonianza in alcune foto dell’epoca conservate nell’archivio Puccini.

E chissà che le sorprese nella villa di Torre del Lago, che riprenderà l’orario regolare di visita dal 27 dicembre, non siano destinate a continuare.

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