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Omicidio di Raluca: all’imputato contestati anche i futili motivi

Omicidio di Raluca: all’imputato contestati anche i futili motivi

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LUCCA. Udienza di fronte alla corte di assise di Aosta, per l’omicidio di Elena Raluca Serban. È stato il giorno dell’interrogatorio di Gabriel Falloni, il 36enne che ha confessato di aver ucciso la 32enne che per alcuni anni ha vissuto a Lucca, dove tuttora abitano i familiari. Il 17 aprile Raluca venne trovato senza vita in un appartamento di viale dei Partigiani, ad Aosta, dove viveva da qualche tempo. Il corpo della donna portava i segni di un tentativo di strangolamento e una profonda ferita alla gola provocata da un coltello. Basandosi sui tabulati telefonici e sulle immagini registrate dalle telecamere presenti in zona, i sospetti degli inquirenti si concentrarono da subito sulla figura di Falloni. Secondo la ricostruzione l’uomo, un operaio edile con diversi precedenti a suo carico, aveva fissato un appuntamento con la ragazza e, una volta arrivato nel suo appartamento, l’avrebbe uccisa a seguito di una discussione.

La madre e la sorella di Raluca, che si sono costituite parte civile, ieri erano in aula con l’avvocato Maurizio Campo. «Non so cosa ho fatto. Ho visto tanto sangue per terra». Con tanti non ricordo, Falloni ha ricostruito in maniera confusa e solo a seguito delle contestazioni che gli venivano mosse, la dinamica dei fatti. Ha negato di aver ucciso la donna allo scopo di rapinarla. Una ricostruzione che non ha convinto l’accusa, tant’è che alla fine il pm ha contestato anche l’aggravante dei futili motivi. Il tribunale ha disposto una perizia psichiatrica, che sarà effettuata dalla dottoressa Mercedes Zambella: dovrà stabilire se al momento del fatto Falloni fosse capace di intendere e di volere. L’esame della psichiatra inizierà l’11 gennaio, alla casa circondariale di Biella, dove l’uomo è detenuto. La difesa dell’imputato ha nominato un perito di parte. Il 23 marzo sarà esaminato l’esito della perizia e ci saranno le richieste di pena e potrebbe arrivare anche la sentenza.

Il presidente del collegio è Eugenio Gramola, già noto alle cronache giudiziarie: era giudice dell’udienza preliminare nel caso di Cogne.

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