La promessa di Letta «Al vostro fianco alle amministrative Vinceremo uniti»
Dal cinema Centrale parte l’ultima corsa per il 19 dicembre «Entrambi i candidati possono essere sindaci perfetti»
Barbara Antoni
lucca. «Alle amministrative del 2022 a Lucca dobbiamo vincere, possiamo farlo sulla scorta di due grandi esperienze: l’Ulivo e l’Unione, nel 2006». Enrico Letta, segretario nazionale del Partito Democratico, detta la linea per puntare alla vittoria del centrosinistra alle prossime amministrative: la strategia sta in due parole: “campo largo”, ovvero inclusione di tutte le forze riconducibili a questo schieramento. Al cinema Centrale, da cui prende il via la corsa verso le primarie del 19 dicembre – quando Ilaria Vietina e Francesco Raspini, assessori uscenti della giunta di Alessandro Tambellini, entrambi Pd, si contenderanno la candidatura a sindaco per il centrosinistra – c’è una platea numerosa di iscritti e simpatizzanti.
Da tutti i relatori, a cominciare dal segretario territoriale Pd Patrizio Andreuccetti, la prima parole è, doverosamente, per Enrico Pieri, presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema scomparso a 87 anni. «La memoria – sottolinea Letta – rappresenta molto più di quanto possiamo immaginare. Se l’Italia è uscita dal dopoguerra così forte è perché il nostro Paese ha avuto la Resistenza. Dobbiamo essere riconoscenti alla Resistenza e all’antifascismo».
E poi sulle primarie. «Sono molto contento di quello che facciamo oggi: non vedo modalità migliore per guardare a un dopo Tambellini. Entrambi i candidati ci hanno dimostrato che sarebbero due perfetti sindaci di Lucca all’altezza del sindaco uscente. Non si deve mai avere paura della partecipazione di cittadini ed elettori: le primarie sono forza di democrazia». Si sofferma sulla strategia, il “campo largo”, «una logica inclusiva e di partecipazione, già a partire dai due candidati, che portano idee, sfumature e storie diverse. E – sottolinea con energia – non ci saranno altre candidature nel centrosinistra che arriveranno dopo. Che questo dubbio non ci sia». Il riferimento, nelle parole di Letta, è all’ipotesi di una candidatura dell’ultimo momento di Giorgio Del Ghingaro, già sindaco di Capannori e oggi sindaco di Viareggio al secondo mandato.
Letta si dilunga parlando di Lucca e ricorda la deputata lucchese Maria Eletta Martini. Parla anche di Europa, del fatto che «i sovranismi sono destinati a essere opposizioni» e della Toscana, regione a cui tutta l’Italia guarda. «È stato il primo il presidente Eugenio Giani – dice Letta davanti al governatore, giunto a Lucca dopo avere reso omaggio a Pietrasanta alla salma di Pieri – a decidere che il personale sanitario non può non essere vaccinato: questa decisione è stata ripresa in tutta Italia, tra i paesi che hanno operato le scelte più serie su pandemia, vaccinazioni e Green pass rispetto al folle mondo dei No-vax».
In platea tanti i politici schierati. Oltre a Giani, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, l’assessore regionale Stefano Baccelli, i consiglieri regionali Valentina Mercanti e Mario Puppa, il senatore Andrea Marcucci, l’assessore di Lucca Stefano Ragghianti, il presidente del consiglio comunale Francesco Battistini, Luca Menesini presidente della Provincia. Manca un affezionato a Lucca come il fiorentino Stefano Bruzzesi, esponente dem di spicco e già commissario Pd a Lucca nel 2017, incarico che, si mormora, non sarebbe disposto a ricoprire ancora. Letta chiude con una promessa: «Sarò con voi in tutta la campagna elettorale. Avrete il mio impegno ogni giorno, in rinnovata unità. Non sono tornato dopo sei anni per fare carriera, né per vendicarmi, ma con lo spirito di cogliere i punti su cui il Pd è in difficoltà. Qui oggi ha suonato un’orchestra in cui tutti sono allineati e con strumenti diversi. Sono sicuro che Lucca nel 2022 sarà di nuovo città di centrosinistra, perché qui avete privilegiato il rapporto di prossimità».
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