Il Tirreno

Lucca

l’analisi 

La carta si conferma tra le locomotive della provincia

Dal confronto con i dati  del resto del territorio emerge il peso del distretto Giocano un ruolo importante  anche le industrie dell’indotto

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CAPANNORI. Se il cartario è il settore trainante per la Piana, a sua volta la Piana costituisce la locomotiva dell’economia dell’intera provincia. Il “Report Aziende” con gli ultimi fatturati disponibili (riferiti al 2020, tranne che nei rari casi di aziende che hanno cessato l’attività o cambiato ragione sociale negli ultimi tre anni) proiettato su chiave provinciale vede un netta predominanza delle aziende della Piana nelle zone alte della graduatoria. Se a guidare la classifica lucchese è un’azienda della Versilia (la Azimut Benetti di Viareggio), a seguire fino al quinto posto ci sono proprio le cartiere della Piana. L’importanza per l’economia del territorio a est del capoluogo emerge ancor più nettamente se guardiamo le prime cento aziende per fatturato dell’intera provincia: 39 sono concentrate nella sola Piana. Nel capoluogo Lucca sono 26, altrettante in Versilia e nove nella Valle del Serchio.

Tornando alla graduatoria delle sole prime cento aziende della Piana, come detto il cartario la fa da leone: accanto alle 25 aziende specifiche, infatti, ve ne sono altre che operano direttamente per l’indotto, con una dozzina di industrie meccaniche specializzate in apparecchiature per settore cartario, o le aziende specializzate nella raccolta e/o nella commercializzazione della carta da macero. Vi è poi tutto l’indotto indiretto, rappresentato da quelle industrie che producono anche per il cartario ma non solo: è il caso delle industrie per la lavorazione della plastica, delle aziende che producono o commercializzano prodotti chimici, degli ingrossi di prodotti petroliferi. Tutti presenti nella graduatoria. Ma nella piana sono presenti anche altri comparti di prestigio, non collegati con il settore principe. È il caso per esempio della meccanica di alta specializzazione, rappresentata, per fare due esempi dalle aziende porcaresi Rotork e Velan. Ma la classifica è anche uno specchio di come è cambiata l’economia locale nel corso del tempo. Un esempio classico è rappresentato dal calzaturiero, fino a non molti anni fa una delle produzioni principali del territorio, concentrata sopratutto nella zona di Segromigno. Oggi le aziende calzaturiere in classifica sono pochissime. Presente invece l’edilizia, non tanto con imprese costruttrici (un paio quelle nell’elenco) quanto piuttosto per il gran numero di aziende che producono materiali per il settore: veernici, laterizi, impiantistica elettrica. E anche qui vi sono aziende di altissima specializzazione, come la Fapim di Altopascio che produce accessori per serramenti. E, a proposito di Altopascio, spicca anche un altro settore che si concentra soprattutto qui (ma non solo), ossia l’agroalimentare.

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