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Gli avvocati ripartono uniti per garantire tutele e diritti
Centotrenta legali dei nove consigli provinciali assieme a esponenti nazionali s’incontrano in presenza dopo 4 anni per parlare del futuro della professione
Luca Tronchetti
LUCCA. Un evento importante per Lucca in un momento dopo la ripresa è ancora lontana e dove la pandemia fa ancora paura. I rappresentanti dei nove ordini forensi della Toscana, assieme ad alcuni importanti componenti degli organi nazionali, si sono dati appuntamento, stavolta non da remoto ma in presenza, venerdì e sabato mattina nel complesso del Real Collegio in piazza del Collegio dietro al coro di San Frediano per parlare di linee guida comuni e per dare il loro contributo, possibilmente unitario, a una ripartenza comprensibilmente difficile in ogni settore della vita economica e sociale. Una sorta di seminario annuale itinerante fermo al maggio 2017 quando la meta scelta era stata Livorno. Stavolta la riunione della rinascita, incentrata prima sui lavori delle varie commissioni e poi sulle relazioni finali, ha visto protagonista Lucca.
Una scelta non casuale perché la città è da sempre punto di riferimento dell’avvocato non fosse altro perché ha dato i natali a Francesco Carrara, uno dei più illustri rappresentanti della scuola classica di diritto penale per il suo fondamentale contributo all’elaborazione di principi razionali punto di riferimenti sul piano deontologico rispetto all’intero sistema delle discipline criminali.
Al di là della specificità del dibattito – che ha riguardato tra l’altro gli aspetti normativi della professione legati alle difese d’ufficio, al gratuito patrocinio e alle difficoltà nell’attuazione dei principi in ragione della difformità di vedute dei vari tribunali – resta il principio che ogni presidente di consiglio dell’Ordine forense ha tenuto a specificare anche in vista della riforma della Giustizia portata avanti dal ministro Cartabia: «Noi non permetteremo che le riforme che hanno risvolti economici passino sulla testa dei cittadini comprimendone i diritti fondamentali come è fondamentale il diritto alla Giustizia».
A fare gli onori di casa il presidente dell’ordine forense di Lucca, Lelia Parenti, che ha ribadito l’importanza dell’unità dell’avvocatura in un momento di grandi cambiamenti e di riforme epocali. Un momento complicato anche per la professione con le difficoltà crescenti all’accesso alla libera professione e soprattutto al mantenimento della stessa.
Con il piano nazionale di ripresa e resilienza e le assunzioni pubbliche nei tribunali legate anche all’istituzione dell’Ufficio del processo e a un ricambio generazionale visto che l’ultimo concorso risaliva al 2000 ci sono state e ci saranno in seguito assunzioni di professionalità già formate che provengono dall’avvocatura e che, attraverso incarichi semi direttivi, transitano nel settore amministrativo della Giustizia. Una possibilità e un’opportunità in più che non può essere liquidata come semplice crisi settoriale. Alla riunione hanno partecipato anche Rosa Capria, la seconda carica del consiglio nazionale forense, e Sergio Paparo, presidente del consiglio distrettuale di disciplina.
Nelle more dell’incontro si è parlato anche di giustizia civile sottolineando come sia necessaria una collaborazione di tutta l’avvocatura per realizzare eventuali modifiche che vadano nell’interesse del cittadino-utente.
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