Il Tirreno

Lucca

L’INTERVENTO 

Fratelli d’Italia annuncia sopralluogo nel penitenziario

Nei prossimi giorni il consigliere regionale Fantozzi e quello comunale Martinelli visiteranno la struttura che necessita di un restyling

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LUCCA. Sulla vicenda del carcere di San Giorgio e sulle evidenti criticità emerse in questi mesi relativi alla struttura fatiscenti e ai problemi di spazio – che sommati alla carenza di personale – fanno del penitenziario una sorta di polveriera intervengono il consigliere regionale Vittorio Fantozzi e il presidente del gruppo consiliare a Lucca, Marco Martinelli, entrambi esponenti di Fratelli d’Italia.

«Il Provveditorato regionale del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria – si legge nella nota congiunta – ha fatto sapere che alcune camere detentive non sono temporaneamente utilizzabili e che, quindi, nessun nuovo detenuto può essere tradotto nel carcere cittadino. Per garantire l'ingresso di nuovi arrestati la Casa circondariale deve disporre di posti letto per l'isolamento sanitario ma il carcere di Lucca, permanenza di spazi, non può garantire la presenza di tali posti letto e, quindi, il Provveditorato regionale è costretto a disporre, almeno fino al 15 gennaio, l'accompagnamento dei detenuti presso il carcere di Massa». Per i due esponenti politici la chiusura temporanea delle camere detentive del carcere di Lucca è solo la punta dell'iceberg di una situazione molto più complessa che riguarda la struttura collocata nel centro storico.

«Problemi strutturali – si legge nel comunicato – già da tempo evidenziati che rappresentano una situazione incresciosa anche per chi vi lavora. Criticità strutturali che si sommano ad un'endemica carenza di personale. Nei prossimi giorni faremo un sopralluogo al carcere».

«Intanto –- concludono Vittorio Fantozzi e Marco Martinelli – ribadiamo la piena solidarietà agli agenti di polizia penitenziaria costretti a lavorare in condizioni proibitive, e sottolineiamo come non sia più rinviabile una ristrutturazione della casa circondariale. L'amministrazione penitenziaria regionale e centrale deve poi decidere, una volta per tutte, la destinazione del carcere lucchese a custodia attenuata, accogliendo soltanto detenuti che abbiano dimostrato un vero interesse alle attività volte ad un'effettiva rieducazione».

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